Incendia il materasso rischiando di uccidere altri detenuti e gli agenti. Il detenuto egiziano che pochi giorni fa ha cercato di strozzare un sorvegliante ha fatto il bis, ma stavolta al carcere di Aurelia se la sono vista proprio brutta.
Intorno all’una di notte, probabilmente usando un accendino ottenuto chissà come, ha dato alle fiamme il corredo della cella del penitenziario civitavecchiese. In poco tempo il fumo ha invaso i corridoi, caudato un black-out e stava per soffocare una quindicina di altri detenuti. Soltanto un intervento immediato della Penitenziaria ha scongiurato il peggio. I carcerati sono stati fatti evacuare dalla prigione ma a rimanere intossicati sono stati sei agenti, che hanno dovuto ricorrere alle cure mediche prima delle ambulanze e poi a quelle dell’ospedale San Paolo, con qualche giorno di prognosi per ciascuno. La messa in sicurezza finale è toccata ai Vigili del Fuoco.
Il detenuto egiziano, per il quale è stata accertata una patologia psichiatrica, era in attesa di trasferimento dopo l’aggressione all’agente. Per spostarlo in un altro carcere, si attendeva soltanto l’esito del tampone per il Covid: appena arriverà il risultato si procederà al trasferimento. Era nel nuovo carcere di Civitavecchia da circa un mese, proveniente dal penitenziario di Rieti e probabilmente ora finirà in quello di Chieti.
