Ospedale di Bracciano, la denuncia di una donna: “L’odissea di mio marito in pronto soccorso per 48 ore “

Ago 25, 2018 | Bracciano

Una denuncia al trattamento ricevuto al pronto soccorso del Padre Pio di Bracciano quella di una donna il cui marito è stato portato al nosocomio Braccianese lo scorso 20 agosto.

“Mio marito – racconta la donna – è stato portato al pronto soccorso per un malore. Inizialmente è stato appoggiato su una barella in mezzo al pronto soccorso, ma posso capirlo. Quello che non capisco è come ci sia rimasto per quasi 48 ore”.

“Infatti – spiega la donna – a mio marito hanno fatto una prima tac. La sera, al cambio turno, è arrivato un medico da Civitavecchia, il quale ha voluto nuovamente effettuare una tac per capire cosa avesse. Secondo il medico mio marito aveva avuto un’ischemia cerebrale. Ma il giorno successivo, dopo quasi 48 ore il personale mi ha chiamata al telefono, quando c’era mia figlia presente sul posto vicino al padre, per dirmi che non c’erano posti letto in reparto e che volevano dimetterlo”.

“Io – prosegue la donna – non ho voluto firmare nessuna dimissione in quanto non sapevo cosa mio marito avesse e il medico la sera precedente ci aveva parlato di un’ischemia. Così, dopo essere stato al pronto soccorso senza mangiare, senza fare l’insulina che fa regolarmente, ho insistito e mio marito è stato portato al Sant’Andrea a Roma, mentre il personale mi diceva in modo ironico che sarebbe stato dimesso da lì in quanto non aveva nulla”.

“Una volta al Sant’Andrea – spiega la signora – mio marito è stato ricoverato e ora si trova lì per fare tutti gli accertamenti necessari”.

“Abbiamo raccolto firme per avere questo ospedale a Bracciano – dice la donna – abbiamo lottato per questa struttura, ma se la vogliamo la dobbiamo mantenere. Io dal mio capisco tutto, comprendo le carenze di personale, di posti letto, delle difficoltà che si hanno nelle strutture sanitarie pubbliche, ma il personale deve essere umano e soprattutto serio e professionale, altrimenti abbiamo lottato per nulla”.