Cerveteri, si ordinano allacci fognari oltre il consentito: la Capitaneria punta i riflettori sui depuratori • Terzo Binario News

Cerveteri, si ordinano allacci fognari oltre il consentito: la Capitaneria punta i riflettori sui depuratori

Gen 4, 2018 | Ambiente, Cerveteri, Inchieste

Lo avevamo messo in luce solo qualche settimana fa. A Cerveteri la capacità di depurazione degli impianti è oltre la saturazione e nonostante ciò si consentono nuovi allacci per ordinanza sindacale.

Da mesi ed a più riprese il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, tramite provvedimenti di imposizione, ha intimato ad Acea di concedere l’allaccio fognario ad alcune abitazioni. Una situazione che però andava in contrasto con la saturazione degli impianti, motivazione per la quale Acea aveva sospeso la possibilità di aggiungere nuove utenze.

Una anomalia per la quale anche la Capitaneria di Porto ora vuole vederci chiaro. Nei giorni scorsi l’impianto di Zambra avrebbe di gran lunga superato la sua massima portata, riversando in mare metri e metri cubi di acqua mal depurata.

Una situazione di oggettivo pericolo che si viene a verificare in un periodo in cui la popolazione non è tra l’altro elevatissima, anche se al contempo vanno aggiunte le copiose precipitazione che hanno compensato la situazione.

Su Acea cadrebbe l’onere di aumentare la capacità di depurazione delle acque, ma nel frattempo tutto sembra fermo e si continua ad insistere sugli impianti preesistenti. Ma la questione depurazione sul fiume Zambra è una bomba ad orologeria. Oltre all’impianto di Acea vi è un ulteriore impianto gestito da Ostilia per la depurazione a Campo di Mare. Anche quest’ultimo ha presentato di recente numerose criticità imponendo un intervento celere del quale non si è ancora avuta notizia.

A farne le spese potrebbe essere l’ecosistema lungo la costa. Trincerata dietro i risultati dei prelievi in mare aperto dell’Arpa l’amministrazione continua a dire che le acque del mare sono eccellenti. Va detto che il flusso d’acqua del fosso Zambra riuscirà sicuramente a diluirsi abbastanza in mare, ma questo non risolve un problema di oggettivo inquinamento sul quale l’impressione è che l’amministrazione si stia voltando dall’altra parte.