Riceviamo e pubblichiamo da un nostro lettore.
“La crescita di un territorio è la conseguenza della sua capacità di creare condivisione e coesione sociale. Sotto questo punto di vista, la politica deve essere capace di guardare oltre gli steccati, per concorrere in modo costruttivo al superamento della cultura di contrapposizione. Sulla base di questi principi, poco prima della Santa Pasqua il nostro Sindaco Crescenzo Paliotta, si rendeva disponibile per l’attuazione di una politica di coesione, mirata a intraprendere delle battaglie legali su tematiche fortemente sentite nel sociale, quali l’abolizione delle nuove tariffe per i parcheggi dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro e il controllo del regolamento dei contratti dell’ente pubblico. Così, con spirito propositivo e solidale, veniva annunciata dal Sindaco una mozione da presentare in aula intenzionata ad essere votata all’unanimità dal consiglio. Di pari maniera, sollecitato dai partecipativi consiglieri di opposizione, in particolar modo dai consiglieri Cagiola e Grando, con una azione mediatica, si prestava di buon grado nel fare chiarezza circa alcuni contratti in essere poco trasparenti e al centro di numerose polemiche.
Giunti finalmente in aula consiliare, lo scorso mercoledì 10, nonostante i buoni propositi pronosticati alla vigilia, purtroppo ancora una volta si è riscontrata la solita discrepanza che oramai caratterizza da mesi il gruppo di maggioranza. Infatti, dal dibattito apertosi sulla vicenda dei parcheggi sono emersi diversi pensieri contrastanti, taluni a giustificazione delle tariffe applicate, al punto che lo stesso consigliere Grimaldi ha poi pubblicamente dichiarato: “Il Bambino Gesù è un ospedale Vaticano prestigioso, è l’ospedale del Papa!”. In modo del tutto analogo, nonostante l’esistenza di alcuni contratti del nostro comune poco trasparenti e ancora in essere, quella stessa maggioranza si alternava in opinioni poco costruttive per lo più mirate a sminuire la gravità della situazione.
A contornare il clima di opinioni disarmoniche, nonostante il regolare svolgimento del consiglio, un gruppetto di tre consiglieri di maggioranza, con aria molto rilassata e disinvolta, si prestava addirittura alla visione della partita Juventus-Bayern Monaco, dal tablet di uno di questi. Non solo: all’annuncio, da parte del presidente Loddo, di una pausa formale di dieci minuti, dopo un ora e più di dibattito, uno dei tre, con atteggiamento confidenziale e poco appropriato, ha urlato ai presenti in aula “Comunque la Juve ha perso due a zero”, quasi fosse quella una comunicazione di servizio pertinente e necessaria.
E pensare che alcuni di questi consiglieri chiamati in causa sono gli stessi che su discorsi come quello del “gettone di presenza” negano pubblicamente sui social network di percepirlo, affermando, in modo totalmente disonesto, che la loro presenza in aula sia spinta dalla sola volontà di fare del bene per la propria città.
A questo punto, vista la situazione in cui vessa la politica a livello nazionale, in riferimento a tutte quelle vicende che ad oggi hanno portato ad una cattiva reputazione della sfera politico-amministrativa, mi chiedo se sia da aiuto alla politica stessa ascoltare certe affermazioni indecenti e osservare atteggiamenti totalmente fuori luogo, all’interno di quella che è la sede amministrativa di una città come Ladispoli. Mi chiedo inoltre per quanto tempo ancora il gruppo di maggioranza ha intenzione di proseguire con questa linea politica, palesemente schiava della inutile presunzione amministrativa e degli approcci imbarazzanti da parte di alcuni dei suoi componenti.
Tuttavia, nonostante certi riscontri negativi, è doveroso elogiare il sindaco e tutti quei consiglieri seri e volenterosi, augurandogli una onesta e operosa continuità collaborativa che vada oltre i soliti discorsi discriminanti di maggioranza e opposizione.
Allo stesso modo spero, alla luce di quanto emerso, che gli atteggiamenti poco esemplari visti fino ad ora siano per il futuro severamente condannati da tutto il consiglio, al fine di evitare il ripetersi di questo scempio democratico all’interno del palazzetto comunale.”
Salvatore Annarumma
