Il sindaco emette l’ordinanza soltanto al secondo sollecito della Asl dopo aver sostenuto che l’acqua era sicura
Non più tardi di tre giorni fa il sindaco Alessandro Grando scriveva: “…Accusare me e la mia amministrazione di non tutelare la salute dei cittadini è a dir poco ridicolo. È ormai risaputo che i tecnici della Flavia Servizi effettuano con regolarità tutte le analisi atte a verificare la conformità dell’acqua ai parametri di legge.
Nell’ultimo caso, in cui ci è stato segnalato un superamento del valore dei coliformi in una fontanella di piazza delle Sirene, abbiamo immediatamente contattato la Asl e abbiamo fatto presente che dalle nostre analisi tutto risultava essere nella norma.
I test che vengono effettuati giornalmente sulle fontanelle della nostra città per misurare il valore del cloro residuo non hanno in nessun modo evidenziato sforamenti, pertanto abbiamo replicato alla Asl che il superamento in piazza delle Sirene era probabilmente attribuibile ad una contaminazione localizzata al punto di prelievo, per scarso o improprio utilizzo dello stesso, e che quindi non era necessario emettere un’ordinanza di non potabilità”. Qui la nota intera.
Ieri ha dovuto emettere l’ordinanza perché al secondo controllo Asl alla fontanella di largo delle Sirene i valori sono persino persino peggiorati rispetto al campionamento precedente.
Perché non bloccare subito la potabilità, così da evitare qualsiasi problema ai cittadini? Se qualcuno nel frattempo si fosse sentito male? E questo è l’aspetto sanitario, con una scelta che lascia quantomeno perplessi.
Sul fronte politico, il primo cittadino – che si è cimentato nell’ennesima forzatura inutile – ha dovuto rimangiarsi quanto scritto sopra, uscendone malconcio.
a.v.
