Santa Marinella, Tidei chiude anche le edicole ma gli Amici di Grillo non ci stanno: "Fa guerra ai giornali" • Terzo Binario News

Santa Marinella, Tidei chiude anche le edicole ma gli Amici di Grillo non ci stanno: “Fa guerra ai giornali”

Apr 11, 2020 | Politica, Santa Marinella

Decisione severa del sindaco Pietro Tidei, che oltre agli esercizi per domani e lunedì terrà chiuse anche le edicole, a dispetto di quanto avvenuto nel resto d’Italia dove le rivendite di giornale potevano aprire almeno mezza giornata.

Il primo cittadino della Perla rivendica la decisione: “Me l’hanno chiesto molti edicolanti e volevo evitare assembramenti pericolosi”.

La decisione però è stata contestata dagli Amici di Beppe Grillo, che hanno espresso il loro dissenso in un comunicato.

“I nostri amministratori hanno dichiarato guerra ai giornali.

Appena guarito (a proposito auguri e bentornato) la prima occupazione (e preoccupazione) del Sindaco è stata quella di impedire alle edicole di aprire. Con un’ordinanza approvata il 6 e emendata il 7 vieta, nel giorno di Pasqua, il servizio dei punti-vendita dei quotidiani.
Eppure i decreti del governo parlano chiaro: farmacie e edicole sono servizi essenziali. Ma siccome l’Italia è un Paese anarchico e ciascuno fa quello che gli pare, al primo cittadino ed ai suoi suggeritori non è sembrato vero di potersi scatenare nel loro passatempo preferito: vietare, proibire, inibire. Tanto, chissenefrega dell’informazione, chissenefrega del lavoro di molte persone. Chissenefrega dell’esigenza di conoscere. Nell’epoca dell’onagrocrazia (by Benedetto Croce), ossia degli asini al potere, che volete che sia leggere o informarsi? Meglio buttarsi sui social in quel circolo dello sport social descritto e sbeffeggiato da Umberto Eco.
Ci domandiamo però, in questa vetocrazia festiva ai danni dei giornali, quale sia la logica.
Perché nella domenica di Pasqua vanno chiuse le edicole e gli altri giorni vanno tenute aperte? Forse il virus non rispetta le feste comandate?
Purtroppo, quando si comincia a limitare la libertà personale, sia pure per ragioni inoppugnabili e condivisibili, si sa da dove si inizia, ma non si sa dove si finisce.
Vogliamo ricordare che il decreto legge n. 19 del 25 marzo recita testualmente: «I sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza, in contrasto con le misure statali». E vogliamo pure ricordare che con la libertà, di cui l’informazione è il pilastro, non si scherza.
Ci ripensi e non tolga ai cittadini la loro preghiera laica del mattino di hegeliana memoria”.