Santa Marinella, iPcV contro Tidei: "Il sindaco farnetica sul cementificio, non abbiamo mai trattato il caso" • Terzo Binario News

Santa Marinella, iPcV contro Tidei: “Il sindaco farnetica sul cementificio, non abbiamo mai trattato il caso”

Gen 3, 2020 | Politica, Santa Marinella

“Abbiamo sopportato incompetenza e pressapochismo ma non siamo disposti ad accettare menzogne. Le dichiarazioni apparse sulle pagine di qualche giornale locale, con le quali il Sindaco Pietro Tidei accusa Il Paese che Vorrei di aver veicolato false notizie in merito ai lavori svolti oggi al Cementificio sono prive di fondamento.

L’argomento non è stato trattato sui canali di comunicazione ufficiali dell’associazione (pagina Facebook e blog), né da alcun singolo iscritto. Se qualche associato de Il Paese che Vorrei è intervenuto sui social, lo ha fatto per informare i cittadini sulle operazioni in corso al cementificio;come è nostra abitudine dopo aver acquisito le informazioni necessarie.
Il gruppo pubblico sul quale è apparso il post di una persona non iscritta alla nostra associazione ma ex militante di Casa Pound, a cui il Sindaco fa riferimento, è uno spazio social aperto a tutti i concittadini sul quale pubblicano con regolarità anche molti esponenti della maggioranza. Nessuno di loro, però, risulta essere un pericoloso attivista de Il Paese che Vorrei.
La stanchezza o gli eccessi dei festeggiamenti di questi giorni hanno probabilmente fatto perdere lucidità al nostro Sindaco che dovrebbe forse concedersi un periodo di riposo, dati i sempre più frequenti episodi in cui esprime parole in libertà.
Smentiamo quindi le dichiarazioni sul conto della nostra associazione apparse sui giornali in merito ai lavori al cementificio. Chiediamo di fare la medesima cosa alle testate giornalistiche che hanno pubblicato la falsa notizia e per il futuro di appurare la fondatezza di quanto ricevono prima di diffondere, chiunque risulti esserne la fonte.
Invitiamo il Sindaco, invece, a rettificare le sue dichiarazioni false. Solo in questo modo dimostrerebbe di aver preso un abbaglio e non di essere stato spinto da altri, meno nobili, motivi”.

Il Paese che Vorrei