Marchini (Lila): “Purtroppo a Roma si parla di rifiuti solo quando ci sono le postazioni fuori controllo”
Cassonetti stracolmi, rifiuti in strada. Immagini che rimbalzano sui social e che hanno come sfondo i vari quartieri della Capitale. Maurizio Marchini, presidente di Lila (Laboratorio idee lavoratori per l’ambiente), contattato da Terzobinario fa il punto della situazione. E ammette: “Purtroppo a Roma si parla di rifiuti solo quando ci sono le postazioni fuori controllo”.

Una situazione che va ripetendosi nei weekend oppure nei giorni di festa. Non essendoci impianti adeguati in città, spiega Marchini, i rifiuti devono essere trasportati fuori dalla Città eterna. Ma quando i camion non possono muoversi (nei fine settimana) e i siti di trasferenza raggiungono il livello massimo di capienza, ecco che lo stoccaggio “diventa la strada. Oggi – insiste – corrono tutti, probabilmente si andrà avanti un altro giorno. Ma poi? Non è possibile fare leva sui lavoratori che raccolgono i rifiuti dalla strada, quello che noi chiamiamo “schiene rotte”. Non c’è strategia. È questo il Piano rifiuti? Da anni – continua – parliamo di soluzioni, come l’utilizzo di micro-isole ecologiche e sul controllo per un giusto conferimento dell’immondizia. Sembra che ci hanno ascoltato fuori Roma, ma non qui”.

Nel frattempo, i gruppi consiliari capitolini M5S e Lista Civica Raggi, sparano puntano il dito contro l’assessore comunale all’Ambiente, Sabrina Alfonsi: “Più è sporca Roma, più cresce il consenso per l’inceneritore: questo il senso delle parole riportate in un video dall’Assessora all’Ambiente e al Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi. Anzi, riportato testualmente il significato del discorso è ancora più grave: se noi, nel frattempo, cominciamo a pulire la città, con meno esasperazione c’è meno consenso. Paradosso o meno, come si giustifica l’assessore, non c’è dubbio che in questo anno e mezzo di Amministrazione la situazione della raccolta è drammatica ed è sotto gli occhi di tutti e non si può evitare di pensare che i disagi vissuti dai romani sembrano proprio il frutto di una scelta politica voluta, che porta con sé uno spreco di risorse pubbliche e un grave danno d’immagine per la Capitale d’Italia, mortificata costantemente dalle notizie sulla presunta situazione di emergenza rifiuti. Troviamo inaccettabile che i cittadini capitolini, che pagano tra le più alte tasse sui rifiuti d’Italia, siano costretti a vivere in una città nella quale il sistema di raccolta non funziona perché occorre creare consenso all’incenerimento, caratterizzato da un bilancio economico e ambientale negativo”.

c.b.
