Porto Storico di Civitavecchia, il Pincio individua la proposta

Ago 16, 2026 | Civitavecchia, Politica, Porto

«Su un obiettivo che la città persegue da tempo compiamo oggi un passo avanti concreto: abbiamo individuato la proposta preferibile per la nuova concessione del Porto Storico.

Lo abbiamo fatto con il metodo che una decisione così importante richiede, una valutazione tecnica e comparativa condotta con serietà, e all’esito di quel lavoro la proposta di Roma Marina Yachting è risultata quella maggiormente idonea ad assicurare la proficua utilizzazione del demanio e a soddisfare l’interesse pubblico».

Così il sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, annuncia l’esito dell’istruttoria tecnico-comparativa sulla concessione demaniale marittima dello scalo storico, condotta nell’ambito della Conferenza di servizi decisoria tra le due proposte concorrenti.

La preferenza è il punto di arrivo di un lavoro istruttorio articolato, che ha impegnato le strutture tecniche competenti dell’Ente ed è stato coordinato dal Segretario Generale in qualità di responsabile del procedimento. Verificata l’ammissibilità di entrambe le iniziative sotto i profili nautico, tecnico-demaniale e di disponibilità delle aree, le due proposte sono state poste a confronto sulla base di criteri predefiniti, per individuare quella maggiormente idonea ad assicurare la proficua utilizzazione del demanio e il più rilevante interesse pubblico, con riguardo alla relazione Città-Porto, alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico, allo sviluppo turistico e alle ricadute economiche sulla città.

La proposta di Roma Marina Yachting configura un porto turistico integrato, con 150 posti barca e un investimento di circa 24,32 milioni di euro, che associa alla funzione diportistica un sistema di percorsi, servizi e spazi di fruizione idoneo a integrare il porto con la città, oltre a interventi di restauro e valorizzazione del Molo e della Torre del Lazzaretto: un’idea di scalo integrato con il tessuto urbano che le programmazioni cittadine perseguono da tempo. La preferenza si fonda su considerazioni sulla  sostenibilità economico-finanziaria, sulla  efficienza gestionale e resilienza, sulla consistenza degli investimenti storico-culturali e sul  valore pubblico atteso, in coerenza con l’osmosi Città-Porto e con il ruolo di Civitavecchia quale porto «core» della rete TEN-T.

Il giudizio di preferenza non elimina le condizioni attuative riferite alla proposta e non chiude il procedimento: ne attiva le fasi successive, previste dal quadro normativo del D.P.R. n. 509/1997, e dovrà essere accompagnato da precise condizioni vincolanti. Tra queste: un layout definitivo conforme alle prescrizioni della Capitaneria di Porto; la ricollocazione e la progressiva liberazione delle aree secondo i provvedimenti dell’Autorità di Sistema Portuale; un piano economico-finanziario aggiornato e asseverato sulla configurazione definitiva assentibile; le garanzie sulle fonti finanziarie; un cronoprogramma con scadenze intermedie (milestone); gli obblighi di restauro, fruizione pubblica, occupazione e monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi assunti. Adempimenti che costituiscono obblighi attuativi della proposta preferibile e non riserve sulla sua ammissibilità.

«Il Porto Storico è la principale cerniera tra il centro urbano, il patrimonio monumentale e i flussi turistici, non un ambito separato dalla città — sottolinea Piendibene —. È una preferenza che assumiamo con responsabilità: resta condizionata alle prescrizioni degli enti e agli obblighi attuativi, e da qui prende avvio la fase in cui gli impegni dovranno tradursi in atti concreti e verificabili».