Piazza virtuale dello spaccio, pony express e guadagno da 15mila euro a settimana: ecco il call center di San Basilio • Terzo Binario News

Piazza virtuale dello spaccio, pony express e guadagno da 15mila euro a settimana: ecco il call center di San Basilio

Giu 18, 2020 | Cronaca, Guardia di Finanza

Clienti in città ma anche fuori, centralino attivo dalle 14 alle 22

Linguaggio in codice – “un amico” indicava una dose e “una mano” 5 grammi – e un guadagno medio di circa 15.000 euro a settimana. Una piazza virtuale dello spaccio, senza vedette, con il pusher turnista pronto a effettuare la consegna. Ricevuto l’ordine cercava la posizione nel navigatore e poi partiva. Clienti in tutta Roma ma anche da fuori Regione: in questo caso, l’acquirente giungeva nella Capitale, dopodiché riceveva la merce.

I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del locale Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di sette giovani italiani (tre in carcere e quattro ai domiciliari), accusati di aver costituito un vero e proprio “call center” della cocaina, a cui si rivolgevano centinaia di persone per ricevere, a domicilio, le dosi di stupefacente. La base operativa era a San Basilio.

In questo contesto, è stato superato il concetto di piazza di spaccio. Così due fratelli di 22 e 19 anni insieme al 21enne Paolo Pirino (attualmente detenuto in relazione al procedimento penale per l’omicidio di Luca Sacchi) avevano ideato un meccanismo – come definito dal G.I.P. – «estremamente efficace, sia nell’ottica di facilitare la domanda che di ridurre i tempi e i passaggi al fine di soddisfarla, ma anche di minimizzare i rischi”.

I Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno accertato che
i sodali gestivano un vero e proprio “centralino”, attivo tutti i giorni dalle 14 alle 2 di notte (talvolta anche oltre) per l’acquisizione di ordini telefonici di cocaina, di cui poi curavano la consegna in tutta Roma tramite “pony express” reclutati, in prevalenza, tra i clienti in difficoltà economiche. L’organizzazione era in grado di soddisfare, senza soluzione di continuità, dalle 30 alle 50 cessioni quotidiane nei giorni feriali, per arrivare anche a 80 nei giorni festivi e prefestivi.

Per correre meno rischi, il “corriere” portava con sé una o poche dosi da recapitare e tornava
più volte a rifornirsi per le successive consegne. Il sistema ideato ha consentito ai tre giovani – come rimarcato nel testo dell’ordinanza – di «ritagliarsi uno spazio operativo di tutto rispetto (atteso il giro di clienti ed il “fatturato” della impresa delinquenziale messa in opera) in un contesto già a fortissima presenza criminale di gruppi agguerriti e con superiore caratura malavitosa come il quartiere romano di San Basilio”.

Nel corso delle indagini, Paolo Pirino si è reso protagonista di un tentativo di investimento di due militari delle Fiamme Gialle che gli avevano intimato l’alt per un controllo: alla guida della sua auto, invece di fermarsi, accelerava tentando di travolgere i due Finanzieri prima di dileguarsi.

Al pari di tutte le imprese, al termine del periodo di lockdown, il “call center di San Basilio”
aveva inviato il seguente sms promozionale per comunicare la ripresa delle attività: «Ciao
bello\a siamo stati fermi x un po a causa del covid19 comunque da domani alle 14 fino alle 2 di notte risaremo attivi con amichetti a 30 e (mani o tmax a 230) disponibili a raggiungerti dove sei siamo tornati al top top chiamami un abbraccio»
.

Il Tribunale di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei due fratelli nonché gli arresti domiciliari per 4 “corrieri”: tre ragazze di 30, 29 e 27 anni più un 40enne. L’odierna operazione rappresenta un ulteriore, importante risultato ottenuto dalla Procura
della Repubblica, dal Tribunale e dalla Guardia di Finanza di Roma nella lotta al traffico di
droga.