Non è ancora chiusa la vicenda in merito ai pesci morti nel Tevere. Nella mattinata di lunedì 6 luglio il reparto a Tutela del Tevere della Polizia Locale di Roma Capitale ha effettuato un sopralluogo con Arpa e Asl tra Ponte Vittorio e Ponte Umberto I.

Questo intervento segue quello avvenuto nel pomeriggio di domenica 5 luglio, quando gli agenti della polizia locale del I Gruppo Trevi e del Reparto Tevere hanno effettuato il primo monitoraggio.

Dagli accertamenti che saranno effettuati si cercherà di evincere le cause che hanno portato al verificarsi del fenomeno.


I Verdi di Roma, in una nota pubblicata ieri, hanno commentato: “Chiediamo che si verifichi rapidamente chi ha causato questa carneficina che mette in pericolo l’ecosistema del Tevere con un intervento dei Carabinieri Forestali per indagine urgente e non più rinviabile. L’emergenza COVID ci ha dimostrato che avere cura del nostro Pianeta non é solo una questione ambientale, ma anche di sopravvivenza e prevenzione per noi specie umana. Pretendiamo che vengano accertate rapidamente le cause di questo disastro ecologico, per questo presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica di Roma.
Oipa Roma, in un comunicato, ha commentato: “Nuova strage di pesci a Roma. Centinaia di pesci morti galleggiano sul Tevere all’altezza di Ponte Regina Margherita. Un’altra moria è stata registrata inoltre a Isola Sacra, nel Comune di Fiumicino”.
“Dopo l’allarme per la moria di pesci nel Tevere lanciato dall’Oipa a fine maggio, che ha portato all’intervento dell’Arpa e dell’Asl Roma 1, purtroppo dobbiamo registrare che la strage non si è arrestata. Le successive analisi hanno evidenziato tracce di pesticidi – anche vietati – che, secondo quanto si legge nei rapporti, per le quantità non significative non sarebbero la causa certa della morte degli animali”.
“L’Oipa chiede alle autorità competenti – Regione, Comune e Asl – un monitoraggio più approfondito, continuo e a lungo termine del Tevere nonché l’individuazione precisa delle cause e delle responsabilità”
“La strage dei poveri pesci deve finire. Già in passato abbiamo assistito a episodi di questo tipo, e chiediamo anche stavolta che sia fatta luce su questo grave episodio che colpisce la biodiversità della capitale e del suo hinterland», commenta Rita Corboli, delegata romana dell’Oipa. «Facciamo appello alle istituzioni affinché mettano in campo ogni risorsa necessaria. Se dovessero emergere delle responsabilità penali, l’Oipa si costituirà parte civile”.
