Per il Pd di Ladispoli è il momento del coraggio • Terzo Binario News

Per il Pd di Ladispoli è il momento del coraggio

Ago 9, 2019 | Ladispoli, Politica

di Francesco Scialacqua

Ho letto con attenzione la replica al mio editoriale del Pd di Ladispoli, nella quale è espressa una linea chiara circa la variante al PRG passata grazie all’azione (per meglio dire non azione) degli esponenti Pd in consiglio.

Da mesi, coerente con quel che penso da tempo, scrivo e narro di uno scollamento tra la linea del partito e l’operato dei rappresentanti in consiglio, questi ultimi molto più tiepidi rispetto a quanto arrivato in posta alla nostra redazione da parte del circolo. Puntualmente ho sempre ricevuto una secca risposta, volendo dimostrare che questa differenza di atteggiamenti non esisteva.

Quanto è scritto ora nella replica è ormai la messa a nudo di quanto più volte ho sostenuto, a meno che non si voglia far credere che in politica le cose possono essere considerate “Indipendentemente da quello che avviene” nelle votazioni in aula.

Certe considerazioni dovrebbero forse far pensare che il Pd di Ladispoli è di fronte ad un bivio e ad un’occasione per dimostrare agli elettori che esiste una strada alternativa rispetto a quanto dimostrato negli ultimi anni. Che la politica dello sponsor costituito dal costruttore di turno non funziona più (perché quello una collocazione con il governante di turno la trova ugualmente salutando la compagnia).

Visto che ormai gli sponsor delle elezioni sono i sostenitori della maggioranza Grando (per questo sostengo che il partito del cemento è sempre maggioranza a Ladispoli) è forse il caso di abbandonare alcune logiche per dedicarsi a far politica in maniera coraggiosa. In questi due anni invece, in debito di riconoscenza per i propri sponsor, si è concesso tutto nel massimo silenzio. Si è consentito a Grando di far passare dalla propria parte i fautori delle azioni che hanno portato l’ex maggioranza Paliotta alla deriva, senza far notare che esiste un valore primario che è quello dell’interesse comune. E così nessuno ha avuto il coraggio di far notare che la tanto voluta Piazza Grande è la brutta copia di quella approvata nei progetti dal centrosinistra, lasciando a Grando sia l’ostentata opposizione a questa operazione, sia “l’incasso”. L’opposizione alla sola intitolazione è veramente poco rispetto a quanto successo in questa operazione.

Il risultato di 4 anni di politica sui piani integrati ha di fatto portato il centrosinistra a realizzare per la città la piazza intitolata a chi ha fatto parte di un periodo buio della storia del nostro paese.

La stessa cosa è avvenuta sul piano della comunicazione. L’aver sostenuto le crociate giornalistiche per comodità si è rivelato un boomerang dopo la completa ricollocazione dei mezzi di informazione locale.

Un vero cambiamento, qualora il Pd locale abbia il coraggio di attuarlo, è ricominciare da una identità chiara, non ambigua, ed efficace. Pensare che alle prossime elezioni si possa vincere non scomodando certe lobby è utopia, perché tanto quelle staranno dalla parte dell’attuale governante sapendo di poter bussare alla porta qualora avvenga un nuovo capovolgimento di fronte.

Ladispoli è una città in fermento, alla ricerca di una identità in quanto città in continua evoluzione. C’è spazio per interpretare questo sentimento dei ladispolani ed è questa la vera sfida che si presenta al Pd come a tutte le altre forze politiche della città.