Buongiorno, vien voglia di dire, eccoci nel 2016. La speranza dei più che il vecchio 2015 abbia portato via con se dal nostro paese, le incertezze, la confusione, le azioni di una certa classe dirigente ormai nel panico che produce azioni al limite del disagio mentale arroccata come è nella sua presunzione di contare ancora qualcosa come quando riusciva a fare gimkana tra numeri e numeretti di supporto rappresentati e personificati da compari compiacenti o da ignari petitori di favori che puntava ad ottenere con poco sforzo il posto per il figlio, la licenza a costruire border-line o quella del negozio alimentare o del bar senza il cesso nel locale?
Ciò che è sconcertante, è che nell’immaginario collettivo queste pratiche sono così desuete da essere accennate anche nei discorsi da bar dello sport in modo sarcastico e comico, ma sono così radicate in quel residuo di infiltrazione presente in modo trasversale nei partiti politici tradizionali.
Ancora più sconcertante è che queste frange, fuori da ogni logica che il tempo che si vive richiede, resiste, tenta di insinuarsi, farfuglia, prende schiaffi e continua, continua continua a girare su se stessa, a tessere trame senza coerenza alcuna, ottenendo come risultato di portare a zero non solo la loro credibilità, che lo zero lo conosce da tempo, ma quella dei partiti ai quali dicono di appartenere e nei quali millantano di contare esibendo a supporto fatti e ragioni prodotte con gli artefici della loro tradizione, quelli stessi che hanno prodotto lo sconquasso politico e sociale, che la gente ha rifiutato tanto da correre il rischio di buttarsi su frange estreme di un radicalismo ora penta stellato, ora xenofobo, ora populista.
Sconcertante, per esempio, è come ha chiuso l’anno il PD. Premesso che il confronto tra quelle anime del partito aperto ad una visione che vede il partito e il suo consenso fuori dalla sezione o circolo che dir si voglia e che premeva per attuare una linea politica di coerenza con il ruolo di opposizione, ma nello stesso tempo di responsabilità e di interlocuzione con un’amministrazione guidata da un Sindaco giovane con idee e una visione del paese rivolte spiccatamente a sinistra, e quelle anime guidate esclusivamente da un pregiudizio che faceva da paravento ad interessi rivolti alle esigenze un po’ di destra orientata alla visione guelfa dei residui di nobili latifondi che niente hanno da spartire con una visione del paese che porti ai concreti benefici della collettività, ha portato ad un periodo lungo, troppo lungo di immobilismo, ha visto il Segretario Gnazi determinato ad usare strumenti a lui concessi per avocare a se il suo pieno ruolo istituzionale che lo porta a fare ordine e ad indicare le linee politiche da seguire nel rispetto dei regolamenti e della elementare etica politica.
Tale paralisi ha portato da una parte all’acquisizione tempo addietro, di un consigliere della maggioranza che dichiara al momento del suo ingresso nel PD di aver fatto questa scelta dopo aver monitorato per un anno il PD e aver visto che questo faceva opposizione a prescindere al Sindaco. – Alla faccia- direbbero tutti. Costui chiede l’immediata adesione al gruppo consiliare. Il Capo Gruppo solleva delle difficoltà al suo ingresso. La questione finisce alla garanzia provinciale la quale dopo aver esaminato e accertato che i fatti ostativi riassunti nel fatto che il “nuovo” pur uscendo dalla maggioranza non voleva mollare presidenze e incarichi che da essa aveva avuto non vi erano più anche se non era stato lui a dimettersi ma il Sindaco a “cacciarlo”, -alla faccia- si ridirebbe, chiede al capo gruppo di rivedere la sua posizione e di accettarlo. Il Capo Gruppo, nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale comunica l’ingresso del Consigliere Aldo de Angelis, nuovo tesserato del PD nel Gruppo Consigliare ed egli farfuglia un confuso diniego trasportando il fatto all’interno di organi del partito che niente hanno a vedere con il gruppo vista l’autonomia dello stesso. –Alla Ri-faccia- . Si direbbe in coro.
Lo preoccupa forse il fatto che l’ingresso nel gruppo potrebbe inibirgli quel tandem di opposizione che lo vede in simbiosi con Salvatore Orsomando di F.I. scombinando il disegno di chi per la pancia che sempre borbotta e chi perchè per tradizione e per storia personale, pur essendo di “sinistra” ha sempre complottato con la destra e continua imperterrito un azione di “killeraggio” nei confronti del PD, o lo svanire di qualche ambizione personale che lo porterebbe a ripensare sui vantaggi di qualche ultima scelta? La politica è l’arte del possibile ma anche del saperlo rendere possibile. Il Consigliere De Angelis, in un passaggio di una recente intervista su un periodico locale rilasciata al grande Alberto Sava vero peso specifico del giornalismo locale dice del Sindaco Pascucci: “alcune volte tenta di impersonare, con scarso successo dico io, alcuni importanti interpreti del cinema. Mi ricorda molto la parte del presidente Nixon nel film”Frost/Nixon”. Arte affabulatoria e pochi contenuti.” Perdonatemi, anche io amante del cinema non ho saputo resistere ad iconografare il De Angelis in un personaggio che egli interpreta invece con molto successo, dico io. Quello interpretato dal compianto Bombolo esilarante protagonista di tante commedie all’italiana. Ricordate quanti schiaffi prendeva Bombolo? Ma rideva sempre.
