Mancano oramai meno di tre metri e il mare divorerà la Palude di Torre Flavia. Con il mare grosso, la duna di sabbia che protegge la palude, si è ulteriormente ristretta. “La burocrazia sta distruggendo una delle ultime zone umide rimaste nel nostro Paese”, ha detto il sindaco Crescenzo Paliotta a Centromareradio.
A distanza di due anni dal progetto delle barriere soffolte (che la Regione avrebbe già dovuto installare), adesso ci si mette anche la Sovrintendenza che vuole vedere se nel mare ci siano reperti archeologici, per carità richiesta legittima, ma sono passati due anni e intanto il mare avanza e non aspetta nessuno. A questo punto i due Sindaci, Paliotta e Pascucci, dovrebbero unire le forze e fare pressione sulla Regione per accelerare l’inizio dei lavori. I fondi sono stati stanziati e non si può più aspettare.
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