Se ieri è stata una lunga e dura giornata per la città di Bracciano i prossimi mesi non saranno da meno.
In arrivo anni di lacrime e sangue per i cittadini braccianesi, che ora dovranno subire una manovra di rientro dei conti del comune per milioni di euro di debiti accumulati nel corso degli anni.
Le dimissioni del consiglio comunale arrivano sì dopo qualche giorno dall’imponente perquisizione da parte dei Carabinieri di numerose abitazioni degli amministratori, ma soprattutto nel giorno in cui era convocato un consiglio comunale urgente per l’approvazione di assestamenti di bilancio sui quali i revisori avevano espresso un pesantissimo parere negativo, che racchiude tutte le implicazioni della gestione amministrativa che avrebbe portato ormai i conti al dissesto.
Ora un commissario dovrà sistemare i conti e difficilmente potrà farlo non mettendo le mani dentro le tasche dei braccianesi.
Nella relazione dei revisori dei conti emergono criticità già affrontante nell’approvazione del bilancio preventivo 2015 e non risolte o comunque chiarite all’organo di controllo.
Nel solo 2015 sembrano già essere stati fatti debiti fuori bilancio per 1,4 milioni di euro, circa 80 euro a cittadino. Emerge poi un quadro a dir poco disastroso con la Bracciano Ambiente. I debiti che il comune ha con la sua società ammontano a 1,85 milioni di euro. La società del comune nel 2014 aveva un trend di perdita di 106.000 euro al mese. Sempre sul fronte Bracciano Ambiente e Cupinoro, la società del comune aveva nel dicembre scorso comunicato di disfarsi della gestione della discarica e lo smaltimento del percolato da quel momento è ricaduto sul bilancio comunale senza la presenza di una specifica voce. Inoltre per prudenza la Bracciano Ambiente non ha iscritto in attività l’eventuale sconto dell’ecotassa di circa 10,4 milioni di euro, somma che stando così le cose il comune dovrebbe pagare.
Nel frattempo i conti 2015 della Bracciano Ambiente mostrano al 30 settembre una perdita per altri 1,1 milioni di euro, cifra che crescerà ancora fino a dicembre.
Per tenere in piedi i conti la giunta venerdì scorso aveva disposto un procedimento al TAR per chiedere la cancellazione del contributo regionale di 4,9 milioni di euro. La sola azione legale avrebbe consentito di non far sparire la voce in bilancio.
In questo modo però si aggiungerebbe l’ennesimo procedimento legale a carico dell’ente che rischia, qualora molti di questi procedimenti dessero torto al comune, di non avere risorse economiche per pagare le cifre imposte dalle sentenze.
Un quadro economico a dir poco apocalittico che però va detto è da imputare anche alla gestione decennale del comune, incentrata sul distorto utilizzo della società Bracciano Ambiente.
Ieri il consiglio comunale per discutere di questi fatti non si è svolto perché la maggioranza si era dimessa poco prima. Sembra però che l’organo di revisione abbia trasmesso questa relazione ed altre segnalazioni non solo al consiglio comunale, ma anche alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica.
Oggi pomeriggio ci sarà una conferenza stampa dell’ex Sindaco Giuliano Sala che spiegherà molto probabilmente anche queste questioni.
Per gli abitanti di Bracciano sono attesi mesi duri. I debiti, anche fatti da amministratori, ricadono soprattutto sulle spalle dei cittadini per gli errori probabilmente commessi dentro le urne elettorali.
