Omicidio Marina di San Nicola: confermato il fermo per l'assassina • Terzo Binario News

Omicidio Marina di San Nicola: confermato il fermo per l’assassina

Mar 16, 2016 | Cronaca, Ladispoli

carabinieriPer il momento resterà in carcere la 65enne di Ladispoli che ha ucciso Corrado Valentini, 59 idraulico di Ponte Galeria.

Lo ha deciso il GIP Petti dopo l’interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri.

La donna nei giorni scorsi avrebbe nominato un legale di fiducia, dopo un primo interrogatorio svoltosi alla presenza dell’avvocato d’ufficio. Ma la recente nomina avrebbe fatto propendere molto probabilmente per la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere, al fine di consentire alla difesa di raccogliere tutti gli elementi sul caso.

Nel frattempo emergono ulteriori dettagli sull’accaduto. La conoscenza tra l’idraulico e la sua assassina sarebbe di lungo corso e risalirebbe a circa venti anni fa. I contatti tra i due erano pressoché continui. La donna lavorava da tempo a Ladispoli come domestica presso Marina di San Nicola. Sarebbe confermata l’ipotesi di una richiesta di denaro da parte della vittima nei confronti della donna, una cifra esigua intorno alle 300 euro anche se non è chiara la natura del debito, forse un prestito.

La piccola entità della somma farebbe prevalere l’ipotesi del delitto passionale, anche se gli inquirenti non sono del tutto convinti della prima ricostruzione fatta dalla donna.

I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia stanno indagando per capire se ci sono degli elementi di rilievo nella vita e nell’attività della vittima, che possono ricondurre ad una pista diversa da quella dichiarata dalla donna.

Sulla dinamica del delitto inoltre sia il coltello che il liquido infiammante con cui l’assassina ha tentato di disfarsi del corpo dell’uomo, cercando inoltre di eliminare le tracce, sarebbero appartenute alla vittima ed erano presenti nel veicolo. Ipotesi che contrasterebbero con la tesi del delitto premeditato, anche se il comportamento messo in atto dalla donna rimarrebbe comunque inspiegabile. In caso di legittima difesa non ci sarebbe stato alcun motivo di cancellare le tracce.

Resta quindi in piedi l’ipotesi che la donna nasconda ancora buona parte della verità dei fatti.