Omicidio Marco Vannini: i legali di Antonio Ciontoli contro la trasmissione Tv "Quarto grado" • Terzo Binario News

Omicidio Marco Vannini: i legali di Antonio Ciontoli contro la trasmissione Tv “Quarto grado”

Nov 6, 2015 | Cerveteri, Ladispoli

marco-vanniniIntervengono duramente i legali di Antonio Ciontoli, gli avvocati Andrea Miroli e Pietro Messina, in seguito alla trasmissione ‘‘Quarto grado’’ andata in onda sulle reti mediaset nella serata dello scorso 30 ottobre.
«Non possiamo esimerci dall’esprimere la nostra più vibrante protesta per l’inusuale insistenza con la quale vengono esternati valutazioni e giudizi ( o meglio ‘‘pre-giudizi’’) – dichiarano gli avvocati in una lettera indirizzata alla trasmissione Tv – non solo sulle persone emotivamente coinvolte nello stesso ‘‘dramma’’, ma soprattutto nei confronti degli stessi inquirenti, fatti oggetto di una inammissibile pressione psicologica e mediatica».

«Non dunque un processo in tv – continuano i legali – ma una pura e semplice anticipazione di giudizio, fondata su sensazioni, recriminazioni, in una parola sul ‘‘nulla’’».
E sull’intervento nella trasmissione televisiva del Generale Luciano Garofano così commentano i due avvocati di Ciontoli «egli ha utilizzato le informazioni apprese direttamente nel corso delle operazioni peritali alle quali ha partecipato in qualità di consulente di parte della famiglia Vannini, da una parte violando il segreto istruttorio, dall’altra spingendosi a formulare pubblicamente giudizi e conclusioni in assoluta mancanza di contraddittorio; comportamento certamente inconciliabile con la sua funzione di consulente di parte, in un momento in cui non è stata ancora depositata la consulenza dei periti d’ufficio».

«In quella trasmissione – concludono i legali di Antonio Ciontoli – non abbiamo sentito alcun richiamo ai principi fondanti che debbono ispirare il processo penale, così come previsto dalla nostra Costituzione: la presunzione di innocenza, la garanzia del contraddittorio, il diritto alla difesa, la indipendenza e la imparzialità del giudice».