Avevamo segnalato ieri forti ritardi nel traffico ferroviario nell’ora di ritorno a Roma (leggi articolo). Siamo di nuovo a segnalare una mattinata da incubo per chi è andato a lavorare utilizzando il treno. I social network questa mattina sono pieni di messaggi che segnalano treni soppressi e forti ritardi. Ci scrive a tal proposito Rosario Sasso, che questa mattina si è recato a Roma a lavorare descrivendo la cronistoria di ritardi e cancellazioni.
Niente di nuovo, noi pendolari siamo abituati a ritardi, soppressioni, disagi. L’ultimo disagio, in ordine di tempo, questa mattina ha creato confusione e disagi nei pendolari in partenza da Ladispoli verso la capitale.
Il treno 7147 (parte da Ladispoli alle 7:38) è stato soppresso, il treno 7161 (parte da Ladispoli alle 8:00) è stato dapprima annunciato con ritardo per poi essere soppresso. Il treno 3983 (proveniente da Grosseto, passa a Ladispoli alle 7:54) è arrivato quasi puntuale e ha (giustamente) effettuato fermate straordinarie nelle stazioni di Torrimpietra-Palidoro, Maccarese e Roma Aurelia. Senza queste fermate le stazioni di Torrimpietra-Palidoro, Maccarese e Roma Aurelia sarebbero rimaste isolate per circa un’ora con conseguenti problemi per chi si reca al lavoro anche in questo afoso mese di agosto. Anche nella giornata di ieri il treno delle 7:38 è arrivato in ritardo, accavallandosi col treno successivo delle ore 8, problemi “tecnici”. In effetti si parla che sono in arrivo nel 2014 altri treni nuovi in tutto il Lazio. Ma ciò non basta, ne sia di esempio il nuovo Vivalto in funzione sulla nostra tratta (FL5) da circa un anno: aria condizionata a singhiozzo (si può scegliere tra carrozze molto fredde e carrozze con servizio sauna gratuito), i monitor interni sono fuori uso o segnalano dati sballati, etc. Insomma senza manutenzione è inutile comprare treni nuovi, sarebbe uno sperpero di denaro pubblico. Intanto prepariamoci a nuove promesse di Trenitalia (e Regione Lazio) circa miglioramenti futuri per i pendolari, d’altronde la speranza è l’ultima a morire.
Rosario Sasso, pendolare di Ladispoli.
