Divieto di abbandono di guanti e mascherine sul suolo pubblico (marciapiedi, strade, piazze, parchi e ville storiche, spiagge ed arenili, aree golenali del Tevere). Inoltre, ” salvo che il fatto non costituisca reato, l’abbandono di DPI è punito con la sanzione amministrativa” da un minimo di 25 euro ad un massimo di 500 euro. Virginia Raggi, sindaco di Roma, venerdì 22 maggio ha firmato l’ordinanza che aveva preannunciato domenica 17 maggio a Non è L’Arena, il programma televisivo condotto da Massimo Giletti. Alla Polizia locale il compito di verificare e controllare l’osservanza dell’ordinanza.
In questi mesi di emergenza sanitaria legata al coronavirus i nostri operatori ecologici hanno segnalato più volte di dover raccogliere guanti e mascherine usati, buttati per terra da persone incivili. Un comportamento vergognoso che, grazie a questo provvedimento, sarà duramente sanzionato”, ha dichiarato Raggi.
Nel documento, in primis, è stato ricordato quanto indicato dal rapporto dell’Istituto superiore della sanità, aggiornato al 31 marzo, dove è stato disposto che fazzoletti o carta in rotoli, mascherine e guanti eventualmente utilizzati devono essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati. Di contro, l’abbandono sul suolo di guanti e mascherine usati comporta “un potenziale rischio sanitario” e un “rilevante danno ambientale”.
Andando nel dettaglio, il rapporto Iss Covid19 – alla data del 18 maggio – ha evidenziato che i punti di conferimento dovrebbero essere situati in prossimità delle uscite dal luogo
di lavoro, per prevenire percorrenze di spazi comuni (corridoi, scale, ascensori) senza mascherina/guanti e senza possibilità del distanziamento fisico definito dal DPCM 26 aprile 2020.
È raccomandato, dove possibile, di adottare contenitori o comunque soluzioni che minimizzino le possibilità di contatto diretto del lavoratore che si disfa della mascherina/guanto con il rifiuto e il contenitore stesso. I contenitori dovranno essere tali da garantire un’adeguata aerazione per prevenire la formazione di potenziali condense e conseguente potenziale sviluppo di microrganismi, e collocati preferibilmente in locali con adeguato ricambio di aria e comunque al riparo da eventi meteorici.
Il prelievo del sacco di plastica contenente i rifiuti in oggetto dovrà avvenire solo dopo chiusura dello stesso e ad opera di personale addetto. Inoltre prima della chiusura del sacco, il personale dedicato dovrà provvedere al trattamento dell’interno del sacco mediante spruzzatura manuale (3-4 erogazioni) di idonei prodotti sanificanti. Tali composizioni possono già esistere in commercio come presidi medico chirurgici. I sacchi opportunamente chiusi con nastro adesivo o lacci saranno da conferire al Gestore indicativamente con Codice CER 200301 se assimilati a rifiuti urbani indifferenziati, e come tali conferiti allo smaltimento diretto secondo le regole vigenti sul territorio di appartenenza.
Foto Facebook Massimialiano Y.C. gruppo Sei di Viale Marconi se
