“È la seconda liberazione per Civitavecchia dopo il 25 aprile”. Con queste parole lapidarie Enrico Luciani, l’ormai ex vicesindaco della città portuale, ha commentato la fine della giunta Tidei in un’infuocata conferenza stampa organizzata dal gruppo di Sinistra ecologia e libertà.
“Oggi è una giornata importante – ha continuato Luciani – durante il Ventennio erano pochi quelli che avevano il coraggio di combattere il fascismo. Oggi va riconosciuto il coraggio ai quattro consiglieri di Sel che hanno messo fine ad un percorso che si era deteriorato”.
Sui motivi che hanno portato allo strappo, oltre a quello dell’acqua, sicuramente quella del porto è stata una delle maggiori fratture con il sindaco decaduto. “Non abbiamo azioni nel porto come altri hanno invece in società che gironzolano intorno e dentro alla città. Siamo dispiaciuti che Serpente sia stato tolto dal Comitato Portuale per fare spazio ad un bambino”.
E poi Luciani tiene a ribadire che “è stata un’azione contro il sindaco, non contro la maggioranza. In questi giorni il sindaco non ha mai avuto bisogno di chiamare Sel, ha bussato ad altre porte. Ieri alle 12:41 ha telefonato a Moscherini chiedendogli se al consiglio comunale di questa mattina gli avrebbe potuto garantire quattro consiglieri al posto dei nostri.
Entro un mese Sel sarebbe stata mandata via e si sarebbero sancite quelle larghe Intese già anticipate con l’Italcementi, ma che noi avevamo sventato. Tra l’altro quell’Italcementi che ha visto togliere dall’area le case popolari, da spostare a San Gordiano, per metterci le cooperative”.
“La verità” ha proseguito l’ex vicesindaco “è che Tidei è stato mandato via dalla sua maggioranza, a conferma che si era posto fuori dal centrosinistra. Due firme alla sfiducia non sono arrivate perché all’ultimo momento gli è tremata la mano, ma nelle 16 firme ci sono quelle della lista civica che porta il nome del sindaco. Siamo arrabbiati, perché volevamo governare”.
Ora ci aspettano cinque mesi di commissariamento – ha concluso Luciani – passeranno e lavoreremo per costruire un progetto nuovo. Questa è una città che non ha paura di affrontare i problemi e di risolverli. Lavoreremo per un sindaco civitavecchiese, che non combatterà per prendersi il porto, ma per farlo grande “.
