Litorale e lo spauracchio immigrazione vs sicurezza • Terzo Binario News

migrantiDue situazioni si sono improvvisamente affacciate sul litorale a Nord di Roma. Da un lato il verificarsi di eventi di microcriminalità sempre più eclatanti, dall’altro la notizia che nella zona potrebbero essere ospitati 390 rifugiati in diversi comuni, tra cui Bracciano, Ladispoli, Cerveteri e Santa Marinella.

Il territorio non si è dimostrato pronto alla gestione di queste situazioni e sono tanti i segnali che lo dimostrano.

Partiamo dalle istituzioni. Gran parte dei comuni del litorale è amministrato da giunte di centrosinistra, la parte politica che dovrebbe essere più sensibile al tema immigrazione ed integrazione. Stona però la levata di scudi di molti amministratori che invece di compiere un’operazione di sensibilizzazione della popolazione sono più impegnati a “respingere la minaccia” forse sulla scia di un’opinione pubblica che sul no all’accoglienza sembra essere quasi maggioritaria.

Nel piano della prefettura infatti non sarebbero i comuni a doversi far capo della gestione dei migranti, ma soggetti (associazioni o cooperative) selezionati tramite un bando.

Sempre sul fronte istituzioni appare ormai evidente l’impotenza con la quale si assiste a fenomeni di criminalità, per lo più furti e rapine.

L’opinione pubblica proprio su questi due fenomeni ha ormai costruito un asse legando l’una all’altra seppure le due questioni, analizzandole bene, non hanno alcun collegamento diretto. Su questa agitazione che sfiora a tratti l’isteria anche il mondo giornalistico sembra aver cambiato verso. Se da un lato prima si tendeva a dedicare più attenzione al tema integrazione, ormai lo spauracchio del migrante ladro e predone sembra riscuotere maggiori consensi.

Ci sono però argomentazioni interessanti sia sul punto immigrazione che sul tema sicurezza. E’ un dato di fatto che l’immigrazione nel suo complesso ha aumentato gli episodi di microcriminalità, basta vedere le statistiche sulla nazionalità dei detenuti nei carceri italiani, è vero però che straniero = ladro è un’uguaglianza che non necessariamente passa per il rapporto causa, effetto.

Infatti potrebbe essere proprio il fallimento delle politiche di integrazione ad aver messo sempre più stranieri in Italia nelle condizioni di delinquere, approfittando di un momento storico in cui lo Stato ha difficoltà nel predisporre risorse sulla sicurezza.

Detto questo però è chiaro che se arrivassero 390 migranti nelle nostre zone non aumenterebbe automaticamente la criminalità. Come ricordava il sindaco di Ladispoli Paliotta solo nel suo comune 7.000 abitanti su 44.000 non sono di origine italiana e le eventuali 10/20 persone che verrebbero, destinate in quel comune, non intaccherebbero nulla.

Per questo forse una strada più ragionevole, rispetto al populismo, potrebbe consistere nell’affrontare separatamente il tema integrazione ed il tema sicurezza. Per il primo sono i comuni che possono sicuramente dare un contributo fondamentale, sul secondo sono Prefettura e forze dell’ordine che dovrebbero dare un segnale forte.

Purtroppo la società ci impone sempre più stereotipi e slogan che spesso non hanno alcun collegamento nella realtà ed al contempo ci allontanano dal mettere a fuoco quali sono i veri problemi e le cause dei brutti fenomeni che riscontriamo.