Bagarre in Campidoglio tra consiglieri. Frattura scomposta per Onorato. Peciola: "Auguro pronta guarigione" • Terzo Binario News

Bagarre in Campidoglio tra consiglieri. Frattura scomposta per Onorato. Peciola: “Auguro pronta guarigione”

Mag 28, 2015 | Politica, Roma

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In Campidoglio, durante la conferenza dei capogruppo, è scoppiata la bagarre tra due consiglieri. Si tratta di Alessandro Onorato della Lista Marchini e Gianluca Peciola di Sel.
I due hanno iniziato ad insultarsi, fin quando sono volate pure le sedie. Ad aver la peggio è il consigliere della lista Marchini che è finito al pronto soccorso.
“Peciola mi ha buttato una sedia addosso, rompendomi un dito”, sono le affermazioni di Onorato. Peciola replica: “Lui ha tentato di aggredirmi”
Dopo essere stato medicato,  Onorato racconta la sua versione dei fatti:
“Ormai non è sicuro neanche andare in Campidoglio a rappresentare i cittadini che finisci in ospedale perché aggredito e minacciato. Una volta c’era la sinistra del popolo e degli operai oggi c’è quella dei centri sociali che ti aggredisce se la richiami alle sue responsabilità. Grazie per il mignolo rotto.Povera Roma. Poveri noi.
Dopo essere uscito dall’ospedale, il consigliere Onorato commenta così il brutto episodio di cui è stato protagonista:
“Sono appena uscito dall’ospedale con una frattura scomposta, un’operazione da fare dopo 30 giorni di ingessatura per raddrizzare il dito e diverse escoriazioni.”
Chiarisce anche la natura del diverbio tra i due: “Non c’è stata nessuna rissa: sono stato semplicemente aggredito e minacciato dal consigliere Peciola che mi ha lanciato una poltrona, mi è saltato addosso rompendomi un dito e procurandomi delle escoriazioni su gambe e braccia. 
Sono stato aggredito dopo aver detto alla consigliera Azuni e ai capigruppo di maggioranza di vergognarsi, sicuramente con toni molto accesi, visto che da tre giorni ci sono dei lavoratori della Roma Multiservizi che per protesta dormono in Campidoglio. Lavoratori a cui non è stato permesso neanche di ricevere cibo e acqua, nonostante alcuni di loro fossero addirittura malati di tumore. Volevo sapere semplicemente chi avesse dato l’ordine di predisporre una misura così vergognosa. La prossima volta mi farò rompere anche la testa, così forse potrò ricevere le scuse di persone che non sono degne di rappresentare i cittadini.  Quanto alle gravi minacce rivolte a me e alla mia famiglia ricevute dopo l’aggressione da Peciola, con riferimento ai suoi amici dei centri sociali che mi dovrebbero “far vivere una vita di terrore”, sappia che non mi hanno intimorito: si prepari a spiegarle alle autorità giudiziarie competenti.”
Dure le dichiarazioni del consigliere Onorato della Lista Marchini, alle quali risponde senza usare mezzi termini il collega coinvolto, Gianluca Peciola:
“La riunione di capigruppo era terminata e non c’entra nulla la questione Multiservizi. Onorato ha insultato vergognosamente la consigliera Azuni e poi ha tentato di aggredirmi facendo il giro del tavolo e venendo verso di me che ero seduto. Penso che sia grave quanto accaduto perché alla vergogna dell’insulto si è unita la vergogna dell’aggressione da parte di Onorato”, si è difeso il consigliere di Sel.
Dopo le dichiarazioni a caldo, Peciola fa un passo indietro dichiarando:
“Sono addolorato per quanto quanto accaduto oggi. La mia onestà intellettuale mi porta a dire che ho contribuito a scrivere una brutta pagina della politica. Chi mi conosce sa quanta passione metto nella militanza, quanto in questi due anni ho avuto anche in momenti tesi un ruolo di mediazione. Questo non giustifica il fatto che avrei potuto fare altro, avrei potuto non rispondere – continua Peciola –  agli insulti indicibili contro una nostra compagna e gestire con maggiore cautela una aggressione subita. Non è andata così e me ne scuso, soprattutto con quanti mi sostengono e con me portano avanti le nobili battaglie sociali e civili. Il capogruppo di Sel conclude le sue dichiarazioni con un pensiero di pronta guarigione per il collega colpito:
“Un pensiero e un augurio di pronta guarigione a Onorato”.