E’ sferzante l’attacco del consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori nei confronti di Silvia Decina, capo segreteria del sindaco Ignazio Marino: “Silvia Decina nata nel 1980 e laureata in Chimica, percepisce uno stipendio annuo di 102 mila euro lordi, con un curriculum di tutto rispetto: ha lavorato nei Ds e poi nella segreteria di Veltroni sindaco e poi di nuovo nel Pd. Dalla torri d’avorio del Campidoglio chiede l’arresto di un oppositore: sembra di vedere una stalinista che legge Il Capitale nella sua piscina, preoccupata che qualcuno possa un giorno togliergli il lauto stipendio che percepisce. Una chimica che non ha mai lavorato, se non grazie alla politica. La comprendo”.
Si schierano subito dalla parte di Silvia Decina il capogruppo SEL in Campidoglio Gianluca Peciola: “Io sto dalla parte di Silvia Decina”, scrive su Twitter.
Più articolata la replica dell’assessore a Scuola, Sport, Politiche Giovanili e Partecipazione di Roma Capitale Paolo Masini: “Da Fabrizio Santori è arrivato oggi un attacco di pessimo gusto nei confronti di Silvia Decina, persona di specchiata professionalità e competenza che dedica praticamente la sua vita alla causa di Roma. Al consigliere suggeriamo di rileggere la risposta che Silvia scrisse al Corriere della Sera all’inizio del nostro mandato: in quelle poche parole c’era tutto l’orgoglio e la forza di una ragazza dal percorso sano e senza ‘padrini’, che ha intrapreso la difficile strada della politica contando solo sulle proprie forze. Ci dispiace per Santori, ma l’alto profilo professionale e umano di Silvia Decina non viene minimanente intaccato da queste pessime dichiarazioni”.
L’attacco di Santori fa seguito ad un post pubblicato da Silvia Decina sul suo profilo Facebook e riferito a Matteo Salvini: “Ma questo schifoso non l’arresta nessuno?”, ha scritto il capo della segreteria del sindaco Ignazio Marino
Il post della Decina faceva seguito alla parole di Salvini per commentare l’omicidio di Terni, dove un immigrato, già espulso in passato, ha ucciso con una bottiglia rotta un giovane nelle vicinanze di una discoteca. “L’assassino è un marocchino, ubriaco e drogato, già espulso. Era ri-sbarcato a Lampedusa, aveva chiesto asilo politico. Ora è in galera. Un altro morto sulla coscienza degli amici di Mare Nostrum”. E ancora: “ESPULSIONE IMMEDIATA a calci in culo nel suo Marocco, dove potrà davvero marcire in una galera adatta a un verme come lui”.
Da qui l’attacco di Silvia Decina e la replica piccata di Santori.
