Il cardinale su Grando, opposizione, ambiente e associazionismo
“Il dado è tratto, il popolo ha votato ed il verdetto è chiaro: ha vinto Grando per cui complimenti a lui che ora governerà per altri cinque anni.
E’ andato a votare circa un avente diritto su due.
Fra chi ha votato, il 58% ha scelto Grando incoraggiato a proseguire sulla stessa politica attuata finora.
Anche se può sembrare antipatico dirlo, il voto non fa che confermare quanto scritto nelle settimane precedenti ovvero che Grando ha vinto con una coalizione padronale aiutato senza ritegno dalle forze trasversali del Pd ed ora va compreso come opererà il ‘patto del cemento’.
Per inciso, va anche fatto notare che in tutta Italia, nelle Amministrative, si assiste ad un prolificare di liste civiche ma la declinazione grandiana ha particolarmente penalizzato i partiti, che ne escono mortificati.
Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia raggiungono, insieme, solo un terzo scarso dei consiglieri, ma questo è un problema che sarà superato grazie alle nostre tasche.
Di contro, Pascucci – alla prima prova ladispolana – esce con circa la metà dei voti di Grando ed il risultato ovviamente non è positivo anche se non tragico visto che la sua macchina era in rodaggio.
Vedremo se accetterà la sfida di restare a lavorare su Ladispoli, anche perché il suo ruolo di consigliere in Città Metropolitana sarà fondamentale per l’opposizione di Ladispoli.
In questa coalizione, l’esuberanza di Pascucci ha prodotto un offuscamento su Ladispoli Città ma, anche se entrerà il solo Trani, l’apporto di esperienza e competenza di quest’ultimo non possono essere trascurate da chi intenda fare una vera opposizione.
La Mollica entra in consiglio con mano libera da partiti e con idee che dovranno essere rodate e verificate, ma la grinta e le competenze in fondo ci sono.
Ed ecco la candidata classificata terza, ovvero Silvia Marongiu che ha calamitato le ire di chi pensava che se ne facessero questioni elettorali o personali mentre si è sempre e solo parlato di politica.
Al di là della candidata Marongiu, il vero sconfitto è il PD ma come scritto, è una non notizia visto il lavoro svolto dalla ‘dirigenza trasversale’ fin da novembre per arrivare ad una frattura di coalizione in grado di favorire Grando, e le dichiarazioni rancorose di Ciogli lo hanno confermato.
Ora hanno un problemino da risolvere se mantenere in Consiglio Paliotta o affondare definitivamente i Cinque Stelle.
Già perché i Cinque stelle sono praticamente spariti dalla politica ladispolana, pagando sia l’ambigua politica nazionale che la sottomissione al PD senza ver capito che erano solo esche da dare in pasto ai pescecani.
Gli iscritti del PD hanno ora di fronte una grossa domanda da porsi: continuare ad accettare la dominazione di una classe dirigente chiaramente trasversale, affetta da dirigismo occulto, oppure rigenerarsi lasciando spazio ad una classe politica diversa e raggiungere i risultati numerici significativi.
Da ultimo uno sguardo al Consiglio Comunale che si va a formare.
Fuori personaggi della prima ora, improvvisati e, in qualche caso, inadeguati o imbarazzanti, ora il Consiglio è pieno di portatori di voti, personali, di gruppo o in prestito da terzi e questo non è buona cosa per Grando, che dovrà gestire appetiti ben più famelici di quelli del precedente consiglio.
In più l’opposizione sarà molto più motivata, agguerrita e, si spera, compatta, della precedente. Parecchi giochetti di astensioni, imbarazzanti silenzi o manine alzate non dovrebbero più essere possibili.
Chiusura con una esortazione. Ora che il consiglio è fatto, urge che rifiorisca una cittadinanza partecipativa.
Dovrebbero costituirsi associazioni, serie, per salvaguardare il territorio dai predoni che già affilano le cazzuole ed il cemento.
Serve un sincero ambientalismo che agisca non solo in difesa stagionale del fratino o della passera scopaiola, ma agisca a largo spettro difendendo l’ambiente, in primis, dal consumo del territorio e dall’attacco alle aree protette e alla qualità dell’aria e dell’acqua.
Servono più associazioni, dedite al sociale vero, come il Parco degli Angeli, e non solo per i contributi ma anche per avviare iniziative e nuove idee di amministrazione e servizi.
Servono associazioni di categoria che non siano asservite al politico di turno ma lavorino per i propri iscritti.
Riassumendo è chiaro che al 48% dei cittadini non sia interessato dare un parere, sempre che ne avessero uno; al 28% sta bene la ditta Grando al governo, ma ora è responsabilità del restante 22% vigilare affinché non vi sia lo sfregio che si annuncia all’orizzonte.
E poco importa se ne beneficeranno tutti, ma è questioni vitale per ciascuno di noi, soprattutto per noi che a Ladispoli ci teniamo. E questa esortazione va soprattutto ai giovani, affinché si formino per comprendere le regole ed agire con l’efficacia che questa volta è mancata”.
cardinal Mazzarino
