
Filippo Moretti
Riceviamo e pubblichiamo – “Un certo tipo di politica non paga più, ma alcuni ancora non lo hanno capito. I ladispolani, tra una settimana elettori, sanno ormai distinguere la realtà dalla propaganda politica ed hanno tutto il diritto di sentirsi presi in giro quando miracolosamente, a pochi giorni dal voto, ricompaiono i finanziamenti regionali per la realizzazione delle barriere antierosione. Gli stessi amministratori uscenti che mesi fa incolpavano la giunta Polverini di avere distolto i fondi, inneggiano ora a Zingaretti e si attribuiscono meriti per averli recuperati. Ma chi sa leggere la lettera con la quale le Regione comunica la riattivazione dei fondi capisce immediatamente che le cose stanno in tutt’altro modo. Allora è bene che i cittadini sappiano come si sono svolti i fatti e che, se nella nostra Città le scogliere non si sono ancora realizzate, la responsabilità è unicamente dell’amministrazione uscente (se volete trovare i dettagli dei tempi e dei fatti a fine articolo).
Per ora ci preme sottolineare come la lettera ricevuta dal nostro Comune altro non sia che una manifestazione di intenti della Regione di riattivare un finanziamento che è sempre esistito, così come abbiamo sempre sostenuto, del quale nulla si è più saputo per 5 anni, da quando in Regione si è insediata la giunta Zingaretti.
In questo periodo i nostri amministratori locali non hanno certo brillato per iniziativa, rassegnandosi all’ennesima negazione di un diritto acquisito da parte di un’amministrazione regionale con la quale condividono addirittura lo stesso orientamento politico. Hanno dormito 5 anni sulla realizzazione di quel progetto esecutivo dell’Università di Palermo, articolato e affidabile, basato su studi scientifici ed una modellistica moderna, approvato dalla Regione stessa nel 2012 (giunta Polverini), che avrebbe potuto risolvere i problemi di erosione della nostra costa a nord del fosso Vaccina e di insabbiamento di porto Pidocchio.
Viene da sorridere ora guardando la lettera ricevuta dalla Regione, nella quale si scopre che il Comune di Ladispoli, in data 28 aprile 2017, chiede copia di quel progetto, cioè 5 anni dopo la sua consegna, a testimonianza del fatto che, fino ad oggi, sindaco e assessori non sapevano nemmeno che esistesse.
Viene da domandarsi, come può l’amministrazione uscente chiedere una revisione di quel progetto se non lo conosce e non ne è ancora in possesso?
Perché si spaccia per riattivazione di un finanziamento una semplice lettera di intenti, nella quale si prevede che arrivino due “mancette” di circa 230mila euro nel 2017, 198mila euro nel 2018 e, forse, 5,8 milioni di euro nel 2019?
A cosa dovrebbero servire questi pochi euro previsti nei prossimi due anni? Forse a rimettere in discussione una progettazione che migliore non può essere, magari per assecondare qualche impossibile promessa elettorale? Insomma, come sempre tante chiacchiere, pochi fatti e gli impegni che slittano a date lontane. Come quella del 2019, quando si prevede arrivi il grosso del finanziamento e casualmente nello stesso periodo ci troveremo con le votazioni regionali. Per quella data dobbiamo aspettarci un’altra bella lettera di intenti?
Le barriere anti erosione sono una priorità per Ladispoli e allora vogliamo lanciarla noi una sfida a questi politicanti opportunisti: facciamo in modo che la delibera regionale, per la definitiva assegnazione dei fondi, arrivi subito, prima delle votazioni, e comprenda l’intera somma a favore della Città. Svincoliamo le opere pubbliche dalla campagna elettorale, perché non vorremmo che una sconfitta del centrosinistra a Ladispoli, ormai sempre più probabile, inducesse la Regione a dimenticarsi di le promesse contenute nella lettera di intenti. Perché i soldi per le barriere sono dei ladispolani, che attendono quest’opera da 20 anni, e non di chi vincerà le lezioni!
Filippo Moretti
Candidato Consigliere
Cuori Ladispolani
a sostegno di Alessandro Grando
Barriere antierosione a Ladispoli, cronistoria di un’opera mai realizzata.
Il finanziamento di 8 milioni di euro è stato accordato dalla Regione al nostro comune nel dicembre 2008; 1 milione da destinare alla costa di Marina di Palo e San Nicola e 7 milioni da destinare al tratto compreso tra fosso Vaccina (porto Pidocchio) e Torre Flavia. Nei due anni successivi, tra il 2009 e il 2010, l’amministrazione di Ladispoli ha speso circa 1,7 milioni frazionando quello che doveva essere un unico grande intervento organico di protezione della costa in tanti piccoli interventi poco costosi, realizzati senza un vero progetto ed eseguiti in somma urgenza (senza fare bandi di gara tanto per intenderci). Tra l’altro, ad oggi, non si è ancora compreso il criterio seguito per posizionare queste barriere di massi. Di fatto, anche in presenza di queste scogliere improvvisate il fenomeno erosivo è continuato al punto che, nel 2011, la giunta regionale guidata da Polverini, a seguito di una relazione eseguita da tecnici regionali, decide di revocare il rimanente finanziamento di circa 6.3 milioni ed affidare al Dipartimento Ambientale dell’università di Palermo il progetto per la realizzazione di un vero intervento organico per la protezione del tratto di costa che si estende dal fosso Vaccina fino a Torre Flavia. Dopo studi accuratissimi, il progetto è stato presentato ed approvato nel 2012 dalla Regione a guida Polverini. Forse qualche lungaggine si è riscontrata nella disputa se fossero stati necessari o meno i certificati di impatto ambientale. In ogni caso, i soldi necessari a realizzare l’opera non sono mai stati in discussione perché erogati alla Regione nell’ambito di un programma quadro “Difesa del suolo e tutela della costa” (APQ5, II accordo integrativo) con il ministero dell’Ambiente e dunque utilizzabili solo ed esclusivamente per questa finalità. Dal 2013 dunque, si trattava semplicemente di avviare il bando per scegliere la ditta ed avviare i lavori, mentre la realtà ci trova ancora qui in attesa di un’opera facile da realizzare ma impossibile nei fatti.
