Riceviamo e pubblichiamo – Non possiamo che concordare con l’affermazione del Sindaco Grando, nello spiegare alla cittadinanza che “non si possono impiegare 30 anni per istruire delle pratiche di Condono edilizio” e, come già scritto in precedenza, riteniamo doveroso che l’Ente dia una risposta definitiva e certa ai molti cittadini in attesa (anche da un trentennio). Tuttavia, proprio perchè questo iter non si limiti ad un’enunciazione priva di reale contenuto, crediamo fondamentale che le regole e le procedure vengano rispettate.
Prima di conferire un qualsivoglia incarico di collaborazione nei settori tecnici, i responsabili devono preventivamente verificare:
1. L’indisponibilità – tra le risorse presenti all’interno della propria organizzazione – di figure professionali idonee allo svolgimento dell’incarico;
2. Il rispetto della procedura comparativa.
Purtroppo, siamo costretti a rilevare che l’affidamento dell’incarico all’Architetto Paolo Dattero, è stato attribuito – a nostro avviso – in violazione di quanto previsto dal Regolamento comunale, approvato dalla Giunta con delibera n.34 del 06.03.2008 e regolarmente pubblicato sul sito dell’Ente.
Anche l’incarico legale affidato con le delibere di giunta n.244 e n.232(entrambe di fine dell’anno 2017), ci desta qualche perplessità.
Perchè l’avvocato dell’Ente, non ha affidato direttamente l’incarico – attribuito all’Avv. Pasquale Di Rienzo – visto l’impegno di spesa minimo previsto?
Perchè, pur avendo una specifica responsabilità in materia, non ha assunto la nomina mediante determina e, al contrario, l’amministrazione ha proceduto attraverso un atto di indirizzo della giunta?
Riteniamo che, attraverso questo inter “improprio”, si stia esponendo il Comune ad un serio rischio di danno erariale. Infatti, parafrasando quel che la Corte dei Conti ha sostenuto con la sentenza n. 102 del 04.07.2017, si rileva che: “un ente pubblico, qualora disponga di un ufficio legale interno, non puo’ conferire incarichi ad avvocati esterni e, qualora dovesse procedere ugualmente alla predetta nomina, è chiamato a risponderne per danno erariale”.
Rimanendo ancora una volta in attesa del “Grando” cambiamento, non possiamo esimerci dal farle notare che le scelte coraggiose, oltre ad essere enunciate, hanno bisogno di gambe per correre; pena, non solo il “ribaltamento del consenso” ma, soprattutto, l’immobilità o il compimento di errori nella pratica amministrativa.
Eugenio Trani e Maria Concetta Palermo
Per il Movimento Civico “Ladispoli Città”
