A Ladispoli si sta prospettando l’approvazione di un bilancio lacrime e sangue, con tagli importantissimi su settori molto delicati quali servizi sociali, istruzione e cultura.
In giunta il documento unico di programmazione (Dup) è già passato ed ora, dopo gli emendamenti eventualmente proposti dai consiglieri, il 27 aprile arriverà in consiglio comunale.
Queste le spese in relazione al 2016 nei vari settori:
- Per quanto riguarda i servizi istituzionali, generali e di gestione il taglio sarà quasi del 50%. Si passerà dai 12 milioni ai 6,6 milioni di euro.
- Sul tema ordine pubblico e sicurezza invece è stato predisposto un aumento di circa 300.000 euro, circa un 10%, per arrivare nel 2017 a 3,1 milioni
- Va malissimo sul tema istruzione e diritto allo studio. Si passerà dai 4,7 milioni del 2016 ai 3,4 milioni del 2017. Un taglio netto di 1,3 milioni, pari a circa un quarto delle risorse.
- Taglio del 20% circa anche sul settore tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali. La cifra, già esigua nel 2016, passerà a 471.000 euro nel 2017.
- Praticamente azzerato il capito relativo alle politiche giovanili, sport e tempo libero. La spesa del 2016 era di 1,1 milioni di euro che passeranno nel 2017 a 52.000 euro
- Lieve taglio anche sul settore del turismo su una cifra già esigua di 239.000 euro
- Altro dimensionamento drastico riguarderà il settore Assetto del territorio ed edilizia abitativa. Qui si passerà dai 5 milioni del 2016 ad un solo milione nel 2017
- Tagli del 20% anche sul settore Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente.
- Si dimezza invece la spesa per trasporto e diritto alla mobilità. Va detto che in questa voce si è ottenuta una forte riduzione della spesa in virtù dell’appalto di trasporto pubblico integrato con il comune di Cerveteri, riconosciuto come esempio di buona pratica amministrativa in tempi di spending review.
- Invariata ed influente la spesa per soccorso civile pari a soli 15.000 euro.
- Azzerati i fondi per il settore agricoltura. Lo stanziamento di 100 mila euro del 2016 è stato portato a zero nel 2017.
Un cappio che rischia di strangolare i comuni del litorale costretti ad approvare un bilancio di sola matematica, senza spazio per una vera e ricca discussione politica sul modo in cui utilizzare le risorse.
