Intervista a Franco Caucci (Pd Cerveteri): "Ecco perché mi sono dimesso" • Terzo Binario News

Intervista a Franco Caucci (Pd Cerveteri): “Ecco perché mi sono dimesso”

Nov 6, 2014 | Cerveteri, Politica

Franco Caucci Presidente Pd Cerveteri

Franco Caucci

Dimissioni da Presidente del circolo Pd Cerveteri annunciate per Franco Caucci, inviate tramite una lettera indirizzata al Segretario Alessandro Gnazi e resa nota alla stampa lo scorso 31 ottobre.

Sono tante le motivazioni che hanno portato ad una decisione che era nell’aria. Franco Caucci conferma che la data iniziale del documento (15 settembre 2014) rappresentava il momento in cui lo stesso aveva riferito al segretario Gnazi l’intenzione di lasciare. Non è bastato il mese ulteriore a chiarire le divergenze tra la segreteria e la presidenza del partito.

La motivazione di fondo di queste dimissioni dimissioni va ricercata nel modo di operare del circolo di Cerveteri. Caucci sostiene che “intorno alla segreteria di Gnazi c’è una squadra che non lavora e comunque non produce“. Per Caucci non ci sono interventi di rilievo che hanno visto il Pd protagonista in questo anno, “solo incontri dei quali si è parlato in modo trionfalistico, ma ai quali la partecipazione non è stata poi massiccia”. “E’ bastato vedere – continua Caucci – quante più persone hanno partecipato all’incontro organizzato da Piazza Democratica alla sala Ruspoli per far vedere che le cose vanno fatte in maniera diversa”.

Per Caucci l’amministrazione non deve essere sfidata a partecipare, ma va coinvolta. “Incassare la partecipazione degli amministratori deve essere un obiettivo quando si organizza un incontro, e quello di Piazza Democratica ha dimostrato che c’è modo per ampliare la partecipazione. Negli anni passati personaggi del Pd come Carmelo Travaglia riuscivano a garantire incontri periodici molto partecipati”. Altro elemento relativo all’organizzazione degli incontri riguarda le modalità con cui questi sono organizzati. “Spesso apprendiamo di iniziative che non sono state discusse nel circolo”. Questo elemento trova conferma in tanti interventi di militanti Pd che hanno a volte reagito con stupore agli annunci di iniziative promosse direttamente tramite la stampa.

Caucci contesta anche il modo di operare del circolo. “Ci sono personaggi molto vicini al segretario che, o per rancori personali o per altri scopi, escludono il partito dalle decisioni politiche di Cerveteri. Non ci sono documenti prodotti dalla segreteria che vengono sottoposti al direttivo. Si decidono delle cose al bar e  poi si lanciano spot al Bar Jolly. Gli incontri vanno fatti in sale pubbliche e non in luoghi privati, così si chiamano in causa gli amministratori”.

I rapporti tra circolo ed amministrazione sono un tema su cui Franco Caucci preme in maniera particolare. “Non ci sono incontri tra il partito e l’amministrazione cosa che fa parte della normale dialettica democratica”. A testimonianza di questa tesi Caucci cita l’esempio della festa democratica. “Non è vero – dichiara Caucci – che c’è stata proibita dall’amministrazione la possibilità di organizzare la Festa Democratica. Da presidente ad agosto ho chiesto il permesso al sindaco, che mi ha rimandato all’ufficio competente della Polizia Locale. Ho fatto un incontro con il Maggiore Tortolini Roberto che mi ha dato massima disponibilità per concordare luogo e modalità. Dopo questo incontro sono stato ostacolato e questo mi fa pensare che in fondo non c’era l’intenzione di fare la festa”.

Altra questione contestata da Caucci è la gestione dei fondi del circolo. “Con i soldi del circolo sono stati pagati i debiti della campagna elettorale del 2012. Perché il Pd si è fatto carico di pagare tutti i debiti quando a sostegno della candidatura del candidato sindaco c’erano altre liste oltre a quella del Pd? Questa cosa ha portato il circolo a non avere più i soldi per pagare l’affitto del circolo. Chi ha fatto i debiti se li paga”. Ad un anno di distanza dall’insediamento del segretario non abbiamo ancora visto pubblicata la contabilità del circolo.

Anche sulla comunicazione del circolo Caucci ha da ridire: “Si prediligono dei contatti privilegiati invece di divulgare a tutti gli organi di stampa le informazioni e le iniziative del circolo. Questo fatto penalizza il Pd”.

Caucci contesta anche il gruppo dei Giovani Democratici: “Non li abbiamo mai visti e non abbiamo mai avuto notizie di iniziative. Sappiamo solo che i membri sono  stati nominati a piacere di qualcuno. Ad ottobre avremmo dovuto vedere l’assemblea per l’elezione del gruppo, ma come al solito bisognerà rivolgersi a Chi l’ha visto per saperne qualcosa di più.”

Il mandato di Caucci aveva scadenza sei mesi dalla nomina dello scorso luglio, ma lui ha voluto anticipare i tempi. “Ho voluto evitare che mi scadesse in mano il mandato per dare un ulteriore segnale, il gruppo consiliare lavora ormai in autonomia per le motivazioni che ho espresso in questa lettera. Così il partito non può andare”.

Sembra che da diversi fronti si stia mettendo in dubbio la segreteria di Gnazi e giunge voce che qualcuno sta provando una raccolta di firme per chiedere le sue dimissioni. A tal proposito Caucci precisa: “Non firmerò petizioni per chiedere le dimissioni. Non mi sembra il modo giusto di operare”.

Vedremo ora quali saranno i prossimi passi che intraprenderà il segretario per ricucine gli ormai numerosi strappi tra il suo operato, quello del gruppo consigliare e di una buona fetta del circolo.