Lo scrivente Direttivo del Comitato autonomo Villaggio Montebello ha dato mandato agli Studi Legali Riuniti di Roma, di difendere in sede civile e penale l’onorabilità dello stesso Comitato, con riferimento alla nota del signor Simon Di Marco, pubblicata il 9 marzo sul giornale on-line “Terzo Binario”.
Premessa n. 1 – Il Comitato, la cui unica ragione fondante (e statutaria) è ottenere le opere d’urbanizzazione, di cui al Prg e al PdL, in un quadro di legalità ripristinata, lotta da decenni: a) – contro le intollerabili inerzie del Comune, che ha abbandonato il Villaggio in un far-west, incurante persino di ciò che è sua proprietà (nessuno ha mai indagato sui motivi di tale strana inerzia!);b) – contro i Privati che, incoraggiati dalle inerzie del Comune, compiono abusi sulle aree comuni, ritenute “strame”, ove chiunque fa quel che gli pare (strade, verde e verde attrezzato, trasferiti dal Tar-Lazio al Comune con sentenza costitutiva Tar-Lazio del marzo 2014).
Premessa n. 2 – Con lettera 5-3-2021 al Sindaco e altri, pubblicata il giorno dopo anche su “Terzo Binario”, il Comitato, insieme ad altre lamentele, segnalava che un “Tizio”, di cui gli era ignota l’identità, “s’è appropriato” d’un pezzo di verde, da attrezzarsi a parco-giochi per Bimbi, “facendone un posteggio della propria auto, con strada + portoncino d’accesso, e piantandoci un pericoloso bombolone di gas”.
Premessa n. 3 – Il 9 il “Tizio” invia a “Terzo Binario” una nota, in cui, qualificandosi, non smentisce nulla, non si scusa di nulla e anzi afferma: a) – che (bontà sua) l’area di cui parlasi non l’ha recintata; b) – che su di un “prato pubblico” (così definisce l’area verde attrezzata) può farci quel che crede, proprio perché è pubblico; la nota è infine offensiva verso il Comitato nel tono e nel contenuto.
I fatti – Rileviamo innanzitutto che il Signor Di Marco (finalmente ne conosciamo l’identità) ammette d’usare il suolo pubblico per posteggiare le sue auto, dicendo che però quel suolo “non l’ha recintato”. E ci mancherebbe!
Gli ricordiamo, peraltro, che per il Prg del 1999 (approvato dalla Regione nel 2009) e per il PdL del 1985, quel suolo non è un prato pubblico (su cui comunque non si può sostare, se no Villa Borghese diventerebbe un enorme parcheggio), ma è un’area verde attrezzata per i giochi dei Bimbi.
Ove sostare sarebbe inconcepibile. Idem per il bombolone del gas. Il ricorso al Consiglio di Stato riguarda comunque la nuda proprietà, non la destinazione dei suoli, che perciò non cambia, chiunque vinca.
Egli parla poi di alcuni Abitanti, “che hanno recintato e fatto marciapiedi su suolo pubblico”. Faccia i nomi e noi li denunceremo. Far intendere, tra le righe, che responsabile sarebbe il Comitato, è una diffamazione di cui ci renderà conto.
Egli accusa infine il Comitato d’essersi appropriato del gabbiotto dell’Enel e di usarlo per ricovero attrezzi.
Il Comitato respinge con sdegno tale affermazione, perché falsa. Il Comitato, che (ripetiamo) s’interessa, per statuto, solo di urbanizzazioni e relative azioni legali, non fa lavori di pulizia, né possiede attrezzi da ricoverare. Anche di ciò il sign. Di Marco risponderà nelle sedi giudiziarie.
Richiesta al Sindaco – Poiché in altre occasioni i Vertici comunali si son dimostrati restii a difendere gli interessi del Comune, le chiediamo, signor Sindaco, di tenerci informati sull’esito del sopralluogo dei Vigili e su quel che essi intendono fare a tutela dei beni pubblici, per le eventuali incombenze del caso.
Il Presidente del Comitato Villaggio Montebello
(Dr. Amedeo Lanucara)
Gen. Feliciano Mancini, vice presidente
Amm. Luigi D’Elia, past president
Dr. Alberto Perra, past president
Sign. Enrico Ricciatti, segretario
Sign. Giorgio Pastori, elemosiniere
Sign.ra Francesca Giansanti, componente Direttivo
Sign. Giancarla Bonalumi, componente Direttivo
