Fl5, settimana di passione per i pendolari

Lug 12, 2026 | Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Santa Marinella, Trasporti

Settimana difficile per i pendolari, a causa dei lavori di Firenze che hanno intasato la Fl5 più di quanto non lo fosse già con i turisti. È non è ancora finita: sabato la linea è stata interrotta parzialmente per degli interventi fra Santa Severa e Ladispoli, con il conseguente impiego dei bus sostitutivi.

A generare il caos è stato il “dirottamento” sulla dorsale tirrenica di Frecce e Italo, ossia i convogli che viaggiano sull’Alta Velocità da Firenze a Roma, a causa del blocco di Ponte al Pino dove Rfi sta effettuando un intervento importante. Lunedì, forse causa di un sovraccarico di corrente, la giornata più difficile con il blocco di due ore della circolazione intorno alle 12.30 fra Ladispoli e Santa Severa, che ha causato ritardi fino a 80 minuti. Infatti è stato bloccato il binario sud verso Roma e per far proseguire il viaggio, le stazioni sono state invase da treni in attesa del semaforo verde.

Questo quanto successo fuori. Poi ci sono gli accadimenti dentro le carrozze, direttamente collegati a questa situazione. Su tutti, il sovraffollamento generato dagli spostamenti di orari e dalla presenza, come detto, dei convogli dell’Alta Velocità che hanno portato un numero di turisti e croceristi superiore al solito. Dunque fermate soppresse e sovraccarico di passeggeri ma soprattutto di bagagli. Niente posti e uscite bloccate, come già evidenziato nei giorni scorsi dai racconti dei viaggiatori quotidiani che temono come la problematica sia “senza soluzione”.

Gli stessi hanno parlato di «insostenibili e pericolose condizioni di viaggio che come passeggeri si è costretti a subire tutti i giorni, nonostante l’abbonamento pagato profumatamente. I corridoi di accesso e i vestiboli in prossimità delle porte di ingresso/uscita dei convogli sono totalmente ostruiti da una quantità impressionante di bagagli voluminosi accumulati disordinatamente. Sono le valigie di turisti e crocieristi diretti o provenienti dal porto di Civitavecchia, non è più un evento eccezionale, bensì una costante quotidiana che genera gravissimi problemi».

Nella questione, già trattata qualche giorno fa, si è evidenziato come la quantità gigantesca di bagagli crei disagio perché riduce drasticamente lo spazio di salita e discesa. Non solo: le valigie spesso vengono posizionate sopra i sedili impedendo così a chiunque anche di sedersi. Ma la questione rientra anche nel problema della sicurezza: se le valigie vengono piazzate davanti alle porte di ingresso e uscita dei convogli, cosa può succede in caso di evacuazione immediata? Aspetto questo evidenziato dai pendolari: «In primis, c’è un grave rischio per la sicurezza e l’incolumità pubblica. L’ostruzione totale delle porte di accesso e delle vie di fuga infatti, rende materialmente impossibile una rapida evacuazione del convoglio in caso di emergenza. In aggiunta, i bagagli in bilico rischiano di cadere addosso ai passeggeri in caso di frenate brusche. Secondariamente, si crea l’impossibilità di movimento e sovraffollamento e per noi pendolari che viaggiamo nelle ore di punta, diventa un’impresa persino salire o scendere dal treno nelle stazioni intermedie, costretti a scavalcare vere e proprie barriere di valigie tra l’indifferenza generale. Infine, la mancanza di controlli e interventi. Purtroppo si denota una totale assenza di personale di bordo, deputato a far rispettare il regolamento di trasporto in materia di ingombro dei bagagli e a garantire la sicurezza dei passaggi interni».

Dulcis in fundo, altre problematiche come l’interruzione tra Santa Severa e Ladispoli e viceversa, tra le 7.30 e le 11.30 di sabato con due treni sostituiti da navette. Per fortuna pare non ci sia alcun disservizio per il rientro. E già più di qualcuno sta facendo presente di voler protestare.

Infine si attende che il Comitato Pendolari Fl5 venga convocato in Regione per affrontare la problematica.