Nessuna smentita, solo silenzio. Questa la risposta dell’amministrazione comunale di Ladispoli e dell’assessore Patrizio Falasca alla domanda rivolta dal nostro giornale nel mese di maggio in riferimento al caos sulle dichiarazioni dei redditi dell’assessore.
“Ci può confermare o smentire – chiedeva Terzobinario all’assessore – che proprio per queste anomale dichiarazioni (dei redditi ndr) lei e/o società a lei riconducibili sono state attenzionate da controlli erariali e le sono state contestate proprio in quegli anni milioni di euro di evasione? (LEGGI ARTICOLO) .
Una domanda che certamente l’assessore ha letto, data la sua pronta controreplica al nostro articolo, ma per la quale non ha fornito alcuna risposta. Chiarimenti che nel rispetto di tutti i cittadini e dato il ruolo ricoperto sarebbero state più che auspicabili.
A seguire nei giorni scorsi diverse forze politiche tra cui Ladispoli Città, PD, M5S e Governo Civico avevano posto la stessa domanda, vedendosi i comunicati stampa addirittura censurati da alcuni organi di stampa. Una censura, quella che ruota attorno a questa vicenda, che pone importanti interrogativi e che farebbe seguito probabilmente all’ipotesi di chiamare in causa i propri legali, eventualità usata dall’assessore con diversi soggetti tra i quali la nostra redazione.
La posizione presa va interpretata come un silenzio assenso? Se così fosse (ma vogliamo ancora credere che l’assessore risponderà in maniera negativa alla nostra domanda), sarebbe certamente un fatto grave: un assessore al commercio contestato dalla Finanza per evasione fiscale milionaria.
Nel frattempo in queste ore si fa sempre più insistente la voce di presunte dimissioni di Patrizio Falasca dal suo ruolo di assessore. Se queste voci dovessero diventare reali, di certo sarebbe un fatto molto anomalo, dal momento che Falasca è stato nominato assessore solamente lo scorso 11 maggio.
