Nella prima parte dell’intervista pubblicata ieri Luciano Romeo ha intervistato il Sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci sui temi PRG e politica.(LEGGI INTERVISTA) Di seguito la seconda parte della chiaccherata con il primo cittadino sui temi rifiuti e sociale. #etornoincucina
Sindaco, passiamo a parlare di un altro grande problema. Il problema dei rifiuti, per una serie assurda di elementi, sta diventando da cavallo di battaglia a boomerang pericoloso.
A Ladispoli la raccolta porta a porta sta portando il paese al collasso, a parte l’ovvietà della considerazione sulla tempistica poco felice per la partenza, quando pensi, e soprattutto, come pensi che Cerveteri possa essere in grado di affrontare il progetto raccolta porta a porta?
Innanzi tutto sottolineo che abbiamo lavorato con grandissima energia per elaborare un progetto di “Porta a Porta spinto” in tutto il territorio che preveda anche la tariffa puntuale (cioè paga di meno chi produce meno rifiuti). Per scrivere il nuovo bando ci siamo rivolti alla società ESPER, massima esperta nel settore. Poi sfatiamo un altro mito: quello dei tempi. Sono sindaco da tre anni e, se tutto comincia a girare nel verso giusto, come ci auguriamo, entro quest’anno il servizio partirà. Siamo circondati da Amministrazioni che sono in carica da più mandati, alcune da decenni. Nessuno ha mai rivoluzionato il sistema di gestione dei rifiuti in tre anni. A dispetto di quello che si dice, saremo stati comunque i più veloci di tutti. Cerveteri sta pagando cari gli errori di chi ci ha preceduto, ex sindaci e ex assessori all’ambiente che oggi, improvvisamente, si ricordano di un problema che quando erano in carica hanno ignorato.
Sui tempi è difficile fare previsioni: noi siamo pronti da più di sette mesi, da quando si è conclusa la gara. Sono pervenute al Comune sette proposte. Una delle aziende è stata esclusa dalla Commissione per problemi sulla documentazione presentata e ha deciso di fare ricorso. Il 15 luglio il Tribunale si è riunito per pronunciarsi sulla riammissione, ma purtroppo, fino alla pubblicazione della sentenza non possiamo fare altro che attendere. Lo ripeto: tutto è pronto (e fermo) da mesi.
Nel frattempo il cittadino ha pagato e paga tasse salatissime, senza vedere un paese libero da rifiuti accatastati. Ti ho sempre visto nelle battaglie per l’ecologia, pensi che, per un momento, cambiando posto, mettendoti due minuti all’opposizione, lotteresti e strilleresti la tua delusione?
Lo ripeto: abbiamo lavorato sul settore dei rifiuti con un’energia mai vista prima in nessun Comune del comprensorio, e forse nemmeno dell’intera regione. E non dimentichiamoci che abbiamo 40.000 cittadini, che triplicano d’estate, ben 9 centri urbani, e più di 10.000 residenti nelle case sparse nelle zone rurali. Ora facciamo partire il servizio, poi giudicheremo insieme. Se parliamo di opposizione, comunque, vanno fatto dei distinguo. C’è chi ha voglia di portare proposte per migliorare la vita della città, e di loro ho grande rispetto. C’è poi chi, come alcuni esponenti dei circoli del PD e di Forza Nuova di Cerveteri, oggi curiosamente molto vicini, che non fanno altro che criticare e chiedere dimissioni senza mai proporre niente. Capisco che siano dispiaciuti di aver perso le elezioni. Forse dovrebbero semplicemente domandarsi il perché.
Meglio ancora, dopo un mandato di tre anni su cinque, ma facciamo che come tutti i sindaci, programmano su un doppio mandato, ad un terzo di un mandato che quindi non ha scusanti di alcun tipo, sull’aspetto rifiuti, ti aspettavi di più? Nessuno vuole capri espiatori, ma perché negli annunci siete al completo e nelle magagne sei solo?
È evidente che mi aspettavo di più. Come detto in campagna elettorale, pensavamo di riuscire a far partire il servizio entro il 2013. Poi abbiamo studiato meglio il progetto che era in Comune, e abbiamo scoperto che faceva acqua da tutte le parti e che, soprattutto, non prevedeva la tariffa puntuale, né il Porta a Porta nelle zone di campagna. Quindi fissava obiettivi molto inferiori ai nostri. Lo sai cosa sarebbe successo? Tutti avrebbero portato i rifiuti nei cassonetti delle zone rurali, trasformando la nostra campagna in una discarica a cielo aperto. Ci è sembrato obbligatorio fare le cose con maggiore attenzione, anche se ci è voluto del tempo in più. Abbiamo cambiato i nostri piani con umiltà e modestia, come si chiede a un bravo amministratore. Certo non si poteva prevedere il ricorso della ditta, che ha bloccato il procedimento in corso.
Mi è capitato, soprattutto di notte, di vedere auto, ma anche camion che scaricavano rifiuti nei nostri cassonetti! È evidente che molti rifiuti di Ladispoli vengono scaricati nei contenitori del nostro territorio, se non abbandonati in mezzo alla strada! Cosa avete in mente di fare?
Quello che sta avvenendo con i rifiuti dei Comuni vicini al nostro è un vero problema. Durante tutto il 2015, in corrispondenza con l’avvio del Porta a Porta a Ladispoli, abbiamo riscontrato un aumento dei rifiuti nella nostra città tra il 25% e il 30% ogni mese. Abbiamo chiesto aiuto, ma ancora non sono partite azioni coordinate. Continuiamo a fare multe salate e scopriamo che il 90% dei multati viene da Ladispoli, e che si tratta soprattutto di attività commerciali. Ma la politica delle sanzioni non è sufficiente. I costi di conferimento in discarica aumentano di continuo e credo che si debba lavorare in sinergia tra Sindaci. So che Enzo Paliotta, come tutti i Sindaci, è assediato da mille problemi. Ma gli ho chiesto e continuerò a chiedergli aiuto. Dopotutto se loro anno avuto una riduzione dei rifiuti e noi un aumento, significa che alcuni cittadini continuano a portare la spazzatura nella nostra città. E non possiamo essere noi i soli a pagare.
Parliamo di Isola Ecologica. La chiusura temporanea, visti gli elementi che conosciamo tutti, era talmente ovvia che difficilmente trova spiazzati. Basti pensare al 29 agosto scorso. È scappato di mano qualcosa? Anche in questo caso, perché nessuno parla, nessuno spiega, a parte i tuoi interventi, quel che si doveva fare e non è stato fatto? Eppure ho trovato un sacco di annunci, di lavori fatti, di questa ma anche di altre amministrazioni, di questo, ma anche di assessori precedenti. Ci si sente un po’ presi in giro. Si può dire senza freni cosa è realmente successo?
Intanto voglio che sia chiaro che io sono uno degli indagati nella vicenda, quindi è mio preciso interesse che i cittadini conoscano tutti i dettagli. Anche se si tratta di un reato contravvenzionale (che, cioè, prevede solo il pagamento di una multa) non ho nessuna intenzione di prendermi responsabilità che non mi appartengono. La Guardia Forestale ci ha comunicato che sono anni e anni che segnala delle disfunzioni nell’area. Per quale motivo nessuno ha mai fatto niente? Non lo so. Ma posso dire per certo che, come già fatto in altri casi, accerteremo a chi spettano le responsabilità. Ma adesso non è questa la priorità. Stiamo lavorando per mettere a posto la situazione. Ogni potenziale problema per l’ambiente deve essere risolto subito. Inoltre vogliamo tornare a utilizzare quell’area che è vitale per il servizio di igiene urbana. Già il 10 luglio abbiamo trasmesso una dettagliata relazione al Procuratore Generale. Anche in questo caso abbiamo lavorato con velocità ed efficienza, ottenendo la rimozione dei sigilli per poter far realizzare al Gestore dell’area le prescrizioni della Procura.
Mi spiace doverlo ripetere di nuovo, ma è così: stiamo lavorando per risolvere i problemi che per anni sono stati vergognosamente nascosti sotto al tappeto. Quando è stata consegnata l’area? Chi era sindaco? Non certo io. Chi era assessore all’ambiente? Non certo Andrea Mundula. Come mai nessuno ha fatto niente? Chi era assessore alla consegna dell’area? Anche in quest’altro caso siamo noi a dover rimettere le cose a posto.
Tra l’altro, qualcuno in paese, le malelingue non mancano, riportano di un Pascucci molto adirato il giorno del sequestro. Riportando due versioni, la prima di velata minaccia agli agenti, del tipo, pagherete le conseguenze, la seconda, più buonista, pagheremo le conseguenze. Siccome non credo ad un Pascucci idiota che pur arrabbiato, esercita pressioni alle autorità, vorrei chiarissi una volta per tutte, sapendo che, di gente ce ne era tanta, cosa è successo in quell’episodio.
Ovviamente non c’è stata alcuna minaccia, né velata né esplicita. È però vero che ho lamentato, già due volte (sia lo scorso anno quando ci hanno comunicato l’iscrizione nel registro degli indagati, sia quest’anno in occasione del sequestro, alcuni comportamenti che non condivido), ma non nel merito dei provvedimenti, bensì per le modalità di esecuzione. Il Sindaco di un Comune ha il dovere di chiedere il rispetto delle regole, anche perché gli stessi atteggiamenti discutibili potrebbero essere adottati nei confronti dei cittadini. Non ho mai detto nulla né sul sequestro, né sulle indagini. Anzi, lo ribadisco: siamo contenti che gli inquirenti facciano il proprio mestiere perché siamo i primi a pretendere che la legalità sia garantita.
Vorrei approfondire il problema cooperative che collaborano col comune e lavorano nel sociale. Sappiamo tutti la cronaca, ma ti pare giusto che esistano due pesi e due misure? Che cooperative, che poi la cronaca ha evidenziato, abbiano una corsia preferenziale rispetto ad altre? Possibile che ci siano lavoratori nel sociale che non prendono rimborsi da sette mesi? Possibile che si debbano chiudere realtà importanti e indispensabili per il paese perché macchina comunale e burocrazia hanno evidentemente qualcosa che non va! Possibile che un operatore che lavora nel sociale, quindi volontario già nella sua scelta, debba dalle istituzioni essere considerato pure volontariato gratuito, non debba avere neanche quel rimborso, parliamo di cifre ridicole, previste dai contratti, che però si perdono in tanti cassetti? È evidente che in questo campo esiste la mela marcia, ma dobbiamo buttare l’acqua con tutto il bambino?
Quello che dichiari è gravissimo. Se ci fossero due pesi e due misure o corsie preferenziali saremmo di fronte a un reato. E sarei il primo a denunciarlo. Ogni sei mesi pubblichiamo sul sito internet del Comune gli indicatori dei tempi medi pagamento. Il Comune di Cerveteri, da quando ci siamo noi, ha delle performance eccezionali rispetto agli standard delle Pubbliche Amministrazioni: paghiamo molto prima dei tempi previsti dalla Legge. Ma per ottenere questi risultati abbiamo lavorato sodo.
Entriamo però nel merito della domanda. Sono stato contattato telefonicamente da una cooperativa soltanto venerdì della scorsa settimana. Mi è stato riferito che da gennaio non percepivano lo stipendio. Poi ho scoperto che il contratto è stato firmato il 25 giugno e che le fatture erano state mandate in pagamento l’8 luglio. Direi che le cose, quindi, sono diverse da come si raccontano. Va infatti chiarito che, spesso, le lungaggini burocratiche non dipendono affatto dal Comune ma dalla mancanza delle certificazioni che devono produrre le cooperative oppure dagli adempimenti richiesti da altri Enti, come in questo caso.
Ad ogni modo, visto che siamo qui per risolvere i problemi, ho chiesto a chi mi ha chiamato di fare un incontro a tre con le cooperative e tutti i responsabili del Comune. Non mi piacciono le cose dette via sms o sui social network. Le questioni serie vanno affrontate sui tavoli istituzionali, se davvero si vogliono risolvere. L’incontro c’è stato e abbiamo pensato a una strada da percorrere insieme.
Possiamo chiedere un consiglio comunale aperto congiunto a Ladispoli invitando tutte le realtà di Cerveteri e Ladispoli e rispondere ai tanti quesiti e fare chiarezza?
Certamente, anzi, sarà per noi occasione per dimostrare l’attenzione che riserviamo a questo settore fondamentale. Considera che sul Sociale facciamo gare ogni anno: significa che ogni 6 mesi lavoriamo per rinnovare i servizi. Per fare questo utilizziamo il Registro Unico di Accreditamento, a cui possono iscriversi tutte le cooperative. Al momento della gara, invitiamo a partecipare tutte le cooperative accreditate, senza preferenze. A riprova di ciò, possiamo citare le parole del verbale della Guardia di Finanza, a cui abbiamo fornito tutti i documenti di tutte le gare e gli affidamenti del periodo 2012-2015. L’esito delle verifiche è stato ottimo: gli inquirenti si sono complimentati per la nostra trasparenza, velocità e completezza dei documenti messi a disposizione.
Poi ci sono i diritti dei lavoratori. Che per me sono indiscutibili. Sul trasporto scolastico, è risaputo, ho fatto una lotta asprissima. Non si possono accampare scuse per non pagare puntualmente chi lavora. Ci possono essere, qualche volta, dei ritardi da parte dell’Ente (nel nostro caso accade davvero di rado) ma questo non autorizza a penalizzare i dipendenti, che magari hanno un mutuo da pagare. La mia famiglia ha una piccola ditta ed è accaduto che i clienti abbiano pagato con mesi di ritardo: di certo non ci è mai venuto in mente di distribuire il nostro disagio sulle spalle dei lavoratori.
Non credi che una profonda rotazione dei compiti nella macchina comunale avrebbe giovato?
Giovato a cosa? Lo ripeto: chi è a conoscenza di qualche irregolarità ha il dovere civico di denunciarla immediatamente. Ad oggi non c’è alcuna ombra sul lavoro dell’Ufficio dei Servizi Sociali solo i complimenti fatti, lo ripeto, dalla Guardia di Finanza. Quindi rispondo alla tua domanda: sì, la rotazione può giovare, ma solo laddove questa si può fare. Nella maggior parte dei Comuni, come a Cerveteri, il personale è in sotto-organico di circa la metà (cioè abbiamo meno della metà dei dipendenti che dovremmo avere) e le professionalità sono contate. Se ho un solo ingegnere o un solo esperto di viabilità, per fare degli esempi, come faccio a sostituirli o ad alternarli? Eppure, tanti Governi nazionali di tutti i colori che si sono succeduti in questi anni, hanno fatto sempre tanti annunci su questo tema. La verità è che oggi non possiamo neanche investire sui giovani, perché senza la possibilità di fare concorsi non possiamo farli crescere. Entro pochi anni tutti i responsabili del nostro Comune andranno in pensione. Che succederà? In quale modo si potrà governerà la città? Povero il Sindaco che dovrà affrontare quell’emergenza: ha già da oggi tutta la mia solidarietà.
Ultima domanda di rito, qual è il tuo piatto preferito?
Adoro cucinare e scoprire piatti nuovi. Ma non ho un piatto preferito in assoluto. In questo momento adoro cucinare cheescake alle fragole e fettuccine fatte in casa al limone. Mi piace utilizzare i prodotti di Cerveteri. Tutto a km zero dalle fragole di Dino alla farina di Marco, le uova dei contadini e i limoni che rubo all’albero di mio padre. Le fettuccine sono un omaggio a mia nonna che le faceva sempre tutte le domenica (però lei le faceva al sugo). Sono un onnivoro puro e sempre alla ricerca di nuovi sapori. Ultimamente, contagiato da mia moglie, mi sono specializzato nella pizza: ho girato decine di posti per trovare la pizza più buona e ho scoperto che a Cerveteri ci sono dei ragazzi che fanno una pizza e una pinsa (con il pistacchio e la mortadella) eccezionali. Forse è la più buona che ho mai mangiato (compresa quella super famosa dei Sorbillo). Lo vedi, come ripeto da sempre, Cerveteri è una fucina di eccellenze.
Ringrazio Alessio della disponibilità e ai lettori per l’attenzione.


