La politica spregiudicata di accentramento di Grando lo ha premiato insieme all’astensionismo, ma nella coalizione la Lega precipita; a sinistra il grande sconfitto è il Pd, finito nel baratro al 4%: urge la rifondazione
le elezioni di domenica a Ladispoli hanno decretato vincitori e sconfitti, come previsto in ogni competizione. Si prova ad analizzare cosa hanno detto le urne.
Il centrodestra
Qui il vincitore indiscusso è Alessandro Grando. Ha calamitato il 58% dei consensi di chi ha votato, riuscendo a mettere insieme anime diverse che nei prossimi mesi andranno gestite.
Hanno vinto le sue due liste civiche, segno del rapporto strettissimo tessuto con la città.
Ma anche nel centrodestra c’è chi ha perso, ed è la Lega. Un tracollo neanche troppo clamoroso, dovuto certo all’atteggiamento ondivago di Salvini ma anche figlio delle tensioni interne generatesi negli ultimi mesi fra Ladispoli e Cerveteri che hanno svuotato la lista del Carroccio. La conseguenza è che sono solo due i consiglieri eletti, con Quintavalle (coordinatore provinciale) e la Caredda (ex presidente del consiglio) rimasti fuori da palazzo Falcone.
L’astensionismo
Il partito del non voto è il secondo dietro il centrodestra. Un dato preoccupante per la rappresentatività cittadina ma più in generale per l’esercizio democratico. Se nemmeno si va al seggio per eleggere il sindaco, la china intrapresa è proprio discendente.
Il centrosinistra
Qui c’è una sconfitta tremenda e un pareggio che, se valessero le regole di una volta del gol in trasferta, peserebbe come una vittoria.
La sconfitta tremenda è del Pd, precipitato talmente in basso da perdere persino l’unico consigliere eletto ovvero Federico Ascani. Un 4% da redde rationem, che apre una fase nel partito che impone di ricominciare da zero. Paradossalmente Silvia Marongiu ha fatto il suo, arrivando all’11%: evidentemente la città la considera più capace degli stessi elettori dem.
Il pari in trasferta è di Alessio Pascucci, al 24%. Percentuale che ci sta, con la novità – e forse il successo sta proprio qui – nell’elezione di due consiglieri di Ladispoli Attiva, ovvero un movimento partito dal basso a matrice giocane, che ha voluto mettersi in discussione accettando la sfida ed evidentemente è riuscito nell’impresa.
Più in generale, il partito del non voto è quello che ha penalizzato maggiormente la coalizione, oltre ovviamente alla scelta di presentarsi con due candidati della stessa area politica.
L’outsider
Con il suo 6% Amelia Mollica Graziano ha ottenuto quanto era nelle attese. Per lei seggio all’opposizione e un cammino diverso al precedente.
a.v.
