Dimissioni Marino, fronte critico nel Pd. Zanda: "Elezioni dopo il Giubileo ". Speranza: "No diktat o vince Grillo" • Terzo Binario News

Dimissioni Marino, fronte critico nel Pd. Zanda: “Elezioni dopo il Giubileo “. Speranza: “No diktat o vince Grillo”

Ott 10, 2015 | Politica, Roma, Senza categoria

Luigi-Zanda-Roberto-SperanzaLe dimissioni di Ignazio Marino agitano la politica capitolina e agitano ancora di più gli schemi interni al Partito Democratico. Non solo gli amministratori di Roma Capitale e dei Municipi sono sugli scudi, ma anche alcuni esponenti nazionali di rilievo iniziano a porre dei distinguo, tanto che anche tra i dem sembrerebbe aprirsi un fronte critico sulle strategie del partito nei confronti del primo cittadino romano.
Il primo a intervenire è il capogruppo Pd al senato Luigi Zanda: “Se il nostro ordinamento lo consentisse, credo che sarebbe molto importante far svolgere le elezioni nella Capitale dopo la fine del Giubileo. Anche per evidenti ragioni di ordine pubblico. Tenere la campagna elettorale per qualche mese in contemporanea al pellegrinaggio di milioni di visitatori esporrebbe Roma a pericoli molto seri. Se ci fossero ostacoli formali – continua Zanda – vanno superati perche’ il governo ha non l’interesse ma il dovere di tutelare la sicurezza di romani e fedeli”.
Quanto alle ricostruzioni su possibili vendette da parte del sindaco uscente, Zanda afferma: “Ho rispetto e stima, oltre che amicizia, nei confronti di Ignazio Marino. E pertanto, sono certo che non fara’ bassi gesti di vendetta. Se li facesse, la mia stima cesserebbe”. Gli riconosce “il merito di avere introdotto, nel Campidoglio post-Alemanno, onesta’, trasparenza e rispetto delle regole” e ha impostato “con rigore” il bilancio. Ma, prosegue, “in questi anni, non e’ stato dato alla citta’ un orizzonte chiaro su quali fossero le soluzioni per risolvere problemi storici di Roma” e “si e’ manifestata una disaffezione dei romani nei confronti del sindaco”. Poi, “quello dei pranzi e delle cene e’ un episodio importante, dovuto alla leggerezza: non so se di Marino o dei suoi collaboratori”. Ad una domanda sulle primarie, Zanda ha replicato che la questione “non è importante”, e che la priorità, adesso, è trovare il candidato giusto.

Più dure le parole di Roberto Speranza, ex capogruppo alla Camera e leader della sinistra dem.  A danneggiare la politica romana, adesso, potrebbe essere l’imposizione di diktat dall’alto. Questa strategia finirebbe per consegnare Roma “alla destra o ai 5 Stelle”. Speranza difende la bontà delle primarie: “Sono inevitabili. Si è consumata una frattura profonda tra i cittadini romani e il Pd, c’è un grande  disorientamento in giro e in questo contesto sarebbe un errore gravissimo immaginare scelte imposte dall’alto. L’unica via d’uscita e’ ripartire dai nostri militanti ed elettori”.
Ma su un punto conviene anche Speranza: le primarie così come sono non vanno bene. “Devono essere regolamentate in modo più efficace per evitare ingerenze improprie, ma guai a buttare il bambino con l’acqua sporca”. Le primarie, secondo Speranza, rappresentano “il giusto antidoto contro il Partito della Nazione, e un utile strumento per riaprire il dialogo a sinistra e con le forze del civismo. I nostri sindaci sul territorio governano con Sel non con Alfano and company”.