Dalle trombe di Santa Cecilia ai winchester di Agua Ardiente, addio grande Morricone • Terzo Binario News

Dalle trombe di Santa Cecilia ai winchester di Agua Ardiente, addio grande Morricone

Lug 6, 2020 | Cultura, Roma, Spettacolo

Il compositore romano è morto a 91 anni in seguito a una caduta casalinga a causa della quale si era rotto un femore. Lascia un segno indelebile nella storia della musica e del cinema mondiale

di Stefano Marzetti

Dalle trombe del conservatorio romano di Santa Cecilia ai winchester dei desperado di Agua Ardiente, addio a Ennio Morricone, grandissimo maestro romano (nacque nella Capitale nel 1928) della musica italiana, morto a 91 anni a causa di un banale incidente domestico di qualche giorno fa, una caduta in casa a causa della quale si era rotto un femore e le cui conseguenze, vista l’età, gli sono state fatali.

A piangerlo siamo tutti, innamorati della musica, del cinema, dell’arte e della cultura più in generale e delle persone signorili, sobrie e brillanti. I funerali di colui che ha dato melodia alle atmosfere del Far West immaginato dal regista Sergio Leone, si svolgeranno in forma privata, per volontà della famiglia Morricone che si atterrà alle ultime volontà del compositore.

Il binomio Morricone-Leone è imprescindibile, tanto il genere spaghetti-western ha caratterizzato la storia del grande schermo grazie, se non soprattutto, alle colonne sonore del direttore d’orchestra, autore di meravigliosi temi musicali di film giganteschi: Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più (da cui l’Agua Ardiente delle prime righe, paesino del New Mexico teatro di una memorabile resa dei conti), Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa, ma anche di pellicole ‘minori’ che, proprio grazie alle nenie morriconiane, hanno riscosso enorme successo.

Ma una volta scomparso l’amico e sodale Sergio Leone, Morricone continuò a dare musica al cinema per produzioni grandiose e non solo western. Scrisse le musiche per I giorni del cielo di Terrence Malick, Mission di Roland Joffé e The Untouchables – Gli intoccabili, di Brian De Palma, La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo e Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Vinse un premio Oscar alla carriera nel 2007 (consegnatogli da Clint Eastwood, pistolero feticcio di Leone) e, nove anni dopo, un Oscar per la miglior colonna sonora per The Hateful Eight, di Quentin Tarantino. E arrangiò anche celebri pezzi di musica leggera, come Pinne fucile ed occhiali e Guarda come dondolo di Edoardo Vianello, Sapore di sale di Gino Paoli e Se telefonando di Mina.

In parallelo all’impegno musical cinematografico, Ennio Morricone è stato anche insegnante di conservatorio, autore di molti dischi e, con la bacchetta in mano, protagonista di tanti apprezzati concerti in Italia e nel mondo, nonostante la sua idiosincrasia per l’inglese e per il volo, cosa che lo scoraggiò per molti anni dal recarsi negli Usa, fino al 2007, quando ricevette il primo dei due Oscar.

In un’intervista Morricone della musica evocò il potere di creare una comunità dell’ascolto e di conseguenza, del silenzio che l’ascolto implica. Ed è con qualche nostro momento di silenzio che oggi, seduti su una poltrona, rievocheremo nella nostra mente le impareggiabili melodie del grande maestro.