Corrado Melone, incontro con il vescovo ortodosso Padre Siluan Span • Terzo Binario News

Corrado Melone, incontro con il vescovo ortodosso Padre Siluan Span

Mag 16, 2014 | Ladispoli

Il vescovo ortodosso Padre Siluan Span

Il vescovo ortodosso Padre Siluan Span

Dopo la visita del Vescovo Reali, i ragazzi della “Corrado Melone” hanno potuto incontrare, presso la sala consiliare del Comune di Ladispoli, il vescovo ortodosso Padre Siluan Span che ha iniziato il suo incontro illustrando brevemente la storia e le differenze fra la Chiesa Cattolica Romana e la Chiesa Cattolica Ortodossa.

Chiesa ortodossa significa, letteralmente, “chiesa di corretta dottrina” ed è, per dimensioni, la terza maggiore confessione cristiana (circa 250 milioni di fedeli in tutto il mondo).
L’inizio ufficiale della Chiesa ortodossa viene fatto generalmente risalire al 1054, l’anno del “grande scisma” nel quale la chiesa cristiana, dopo secoli di controversie, si divise definitivamente in occidentale ed orientale. Queste controversie probabilmente avrebbero potute essere in qualche modo ridimensionate, ma divennero un pretesto religioso che copriva fini politici da parte dei Franchi e di Carlo Magno. In effetti ci sono poche differenze riguardo alla dottrina tra cattolici “romani” e “ortodossi” che hanno mantenuto l’unità per tutto il primo millennio nel quale si sono definiti tutti i punti più importanti della fede cristiana. Ci sono diverse tradizioni, liturgie, diverse vie teologiche che però restano complementari. C’è un diverso codice giuridico, diversa sensibilità, ma tutte queste cose non sono affatto un problema, anzi sono una ricchezza per ambedue le chiese.
A livello pratico, la Chiesa Ortodossa pratica il rito bizantino (ma non solo) che, però, è praticato anche dalla Chiesa Romana, e prevede il battesimo per immersione (in effetti in greco “baptisma” significa “immersione”), ed i fedeli, oltre ai compleanni, celebrano l’onomastico perché il nome ha un profondo significato ed un forte legame con il battesimo e il santo protettore della persona.

A differenza della Chiesa latina, il ministro ortodosso della confermazione è il sacerdote; il crisma è comunque sempre consacrato da un vescovo. L’eucaristia è celebrata con pane di frumento fermentato (non pane azzimo, cioè l’ostia) e vino rosso mescolato con acqua tiepida all’interno di un calice. La comunione è distribuita sempre sotto le due specie, rispettando alla lettera il comando di Cristo “Prendete e bevetene tutti”. Ognuno deve confessarsi col proprio “padre spirituale” e senza il classico confessionale a grata (introdotto solo in Occidente) e la confessione è vista come una terapia per l’anima. Infatti, a differenza che nella Chiesa Romana, il confessore non “assolve” il penitente dai peccati, bensì recita una preghiera invocando il perdono divino. L’unzione degli infermi è data liberamente anche a coloro che soffrono solo spiritualmente e non solo agli infermi.
I ministri della Chiesa sono suddivisi in tre gradi: vescovo, presbitero e diacono, ma solo il vescovo è eletto fra celibi (nella fattispecie monaci), mentre sacerdoti e diaconi possono esser scelti fra clero celibe e sposato indifferentemente, purché non siano persone in seconde nozze e non si sposino dopo l’ordinazione.

L’ospite ha risposto alle mille curiosità dei ragazzi, spiegando, ad esempio, perché ha scelto di battezzarsi con il nome di Siluan, che l’ortodossia (conformemente alla prassi antica) non crede al Purgatorio, che i preti non tagliano la barba perché si tratta di un dono di Dio, che lui ha meno di 50 anni (nonostante la media dei presenti gliene assegnasse almeno 60), che la sua diocesi è all’incirca l’intera Italia e lui viaggia in continuazione per poter incontrare tutte le comunità, che ha incontrato papa Francesco (che ha definito persona eccezionale e di grandissima levatura), che non sempre Natale e Pasqua coincidono fra le due Chiese perché i calendari sono diversi.

Dopo l’incontro in sala consiliare, che ha visto anche l’intervento del diacono Enzo Crialesi, padre Siluan ha incontrato direttamente a scuola altri ragazzi che non avevano potuto essere presenti in Comune, per lo più romeni, con cui ha parlato con grande familiarità e simpatia.

Padre Siluan ha alla fine salutato la scuola, ma ha lasciato in essa il ricordo di una persona buona e simpatica che ha sottolineato come le differenze fra cattolici romani e ortodossi possono essere ricomposte perché tutti credono in ciò che Gesù ha insegnato e chissà che persone come Giovanni Paolo II ha iniziato qualche tempo fa o papa Francesco ora non riescano, con il loro operato, a riunificare le due Chiese.