Contro la centrale a biogas di Pian della Carlotta anche le mamme, le famiglie, stanno dando il loro contributo per la difesa del territorio, stanno armandosi per intervenire in favore del cibo pulito, di un ambiente concretamente vivibile e per contribuire alla difesa dell’aria che si respira. Anche la scuola sta scoprendo la minaccia della centrale a biogas che incombe sul nostro territorio, parlandone in modo sempre più approfondito e divulgativo. Tutti vogliamo fermare la scellerata speculazione dell’ignoranza, alla quale stanno ricorrendo coloro che vorrebbero far passare una fabbrica di veleni per un santuario del bene.
Queste centrali a biogas rubano terreni alla produzione agricola (altrimenti destinati alla produzione di grano, vino, ortaggi eccetera), intossicando l’agricoltura con coltivazioni chimiche sempre più intensive e denaturanti.
In Africa, ad esempio, la corsa all’accaparramento della terra è un’altra delle storture innaturali, che stiamo provocando noi europei per il bisogno sempre crescente di produrre oli e granaglie tossiche da poi spedire a bruciare dentro le centrali costruite dietro casa nostra.
Proprio là dietro dove, intanto, continuano a fumare le ciminiere delle centrali a biogas (sempre più colpite da malfunzionamenti) che collezionano casi di sversamenti dei digestati nei corsi d’acqua con morie di animali e contaminazioni delle falde acquifere.
Si moltiplicano i casi di scuole esposte alle inalazioni degli inquinanti delle centrali collocate a bella posta a fianco delle scuole per incassare il massimo di incentivi con la scusa della cogenerazione.
Ma, finalmente, giovedì 18 ci sarà il consiglio comunale a Cerveteri, aperto a tutta la cittadinanza dalle 16:30 in poi, per parlare della minaccia di questa centrale che nessuno vuole e nella quale nessuno crede. Interverremo noi cittadini del comitato e gli esperti che hanno preparato perizie illuminanti, affinché sia mostrato e spiegato quanto reale sia la pericolosità di questo ecomostro, di questa insana fabbrica di veleni che ci stanno costruendo sotto il naso.
