Civitavecchia, si alza lo scontro sulla "guerra delle banane" • Terzo Binario News

Civitavecchia, si alza lo scontro sulla “guerra delle banane”

Lug 26, 2018 | Civitavecchia, Porto

Il fermento intorno alla “guerra delle banane” che si sta combattendo in porto potrebbe diventare protesta nei confronti dell’Autorità di Sistema Portuale. I lavoratori della Cfft, la società che si occupa dello scarico ortofrutticolo e a cui Molo Vespucci ha revocato l’appalto a partire dal 20 settembre prossimo, sono in subbuglio e non è escluso che possano scendere in piazza. Per adesso però la loro battaglia la stanno combattendo i sindacati che già minacciano: <Se non si apre subito una vertenza, con l’Adsp come interlocutore, si va direttamente in Regione> tuona Alessandro Borgioni, Segretario Generale Filt Cgil Civitavecchia – Roma Nord – Viterbo, che sta seguendo la vicenda da vicino. <Qualcuno potrebbe pensare che qui si sia creato un problema legato semplicemente allo scarico di frutta e verdura: ebbene non è affatto così>. Il sindacalista spiega, dal suo punto di vista, cosa sta succedendo: <Si rischia di non rispettare i contratti già sottoscritti, se si perdesse questo tipo di traffico mercantile. In gioco c’è sì la pelle dei lavoratori ma soprattutto un intero settore che fa gola a ogni porto del Mediterraneo. Qui ce l’abbiamo e non possiamo permetterci di perderlo>. Il guaio a cui si rischia di andare incontro è di non rispettare gli accordi già presi e che finora sono in essere: <L’incombenza è con il Gruppo Chiquita. Le navi cariche di frutta sono partite o stanno partendo dalla Colombia per venire a scaricare e che fanno, trovano il porto chiuso? Ecco perché i tempi sono strettissimi e va trovata una soluzione>. Due le strade proposte dal sindacato: una proroga almeno fino a fine anno dello svolgimento del servizio per la Cfft, oltre al mantenimento di questo traffico: <Come prima mossa, ieri ho fatto protocollare a Molo Vespucci una richiesta urgente di incontro. Finora il presidente Francesco Maria di Majo ha taciuto su questa decisione assurda che ha assunto, vorremmo capire cosa succede. Se entro pochi giorni non rispondessero, andremo direttamente alla Regione Lazio a definire la vertenza perché lavoratori e azienda in questo caso non possono permettersi di aspettare> la conclusione di Alessandro Borgioni.