Nella legge elettorale in corso di approvazione alla Camera è stata inserita una modifica che ha fatto sobbalzare sulle sedie parecchi consiglieri comunali di Civitavecchia e centri del litorale che hanno allertato i loro referenti nei vari livelli istituzionali. Si tratta di una modifica che trasferisce il collegio di Civitavecchia dalla circoscrizione Lazio 1 (Roma e Provincia) alla circoscrizione Lazio 2 (Viterbo, Latina, Frosinone e Rieti). A traslocare saranno anche i comuni di Ladispoli, Cerveteri, Bracciano e Anguillara. Per la ripartizione dei seggi e il listino proporzionale con 6 nomi, la popolazione del comprensorio sarà abbinata a quella ciociara, sabina e pontina ovvero un enorme e variegato territorio che esprimerà i propri candidati. Civitavecchia nonostante il suo peso logistico rispetto alla Capitale, si staccherebbe da Roma per unirsi alle altre province della regione che, in tutto, eleggeranno 20 rappresentanti. “Una follia contro cui lottare”: così il segretario provinciale di Forza Italia, Adriano Palozzi, definisce “scellerata” la modifica inserita nella già legge elettorale: “Una scelta che conferma lo stato attuale della politica – incalza Palozzi -solo per una questione di numeri si accomuna Civitavecchia, il porto di Roma, con territori diversi per storia, cultura ed esigenze. Un’assurdità doppia, alla luce del fatto che Civitavecchia rientra da tempo nell’Area Metropolitana di Roma per tutta una serie di altre competenze”. Palozzi fa notare inoltre che questa legge elettorale già non premierà comunque i territori , “di certo non premierà Forza Italia perché nei collegi del maggioritario la gente vota chi vince” aggiunge. Secondo il segretario questa folle legge avrà come conseguenza “un ulteriore disinteresse della gente per la politica, quando si capirà che la si sta facendo in favore del voto per candidati espressi da altre province. Candidati che inevitabilmente non avranno un reale interesse per il bene di un collegio che non conoscono. Noi faremo il possibile per impedire che questa modifica passi e ho già chiamato tutti i senatori del mio partito per far sì che si impegnino a bloccarla quando la legge approderà in Senato”.
Analoga la reazione del collega di partito, il consigliere regionale Antonello Aurigemma, che sottolinea come “non sia un problema di schieramento l’opporsi alla stortura che ritiene frutto più di “una svista a livello di uffici piuttosto che di una decisione ragionata dal Ministero dell’Interno. Noi metteremo in campo una serie di iniziative in tutte le sedi istituzionali. Dal Parlamento alla Regione, dove Zingaretti dovrà rendersi conto delle pessime conseguenze che avrebbe sul territorio quella che probabilmente è l’unica modifica prevista dalla nuova legge che smembrerebbe il comprensorio civitavecchiese, staccandolo da Roma”. Aurigemma annuncia lettere e incontri sul territorio.
A Civitavecchia da registrare la reazione esasperata di Roberto Melchiorri, esponente del movimento “Civitavecchia c’è”. <L’ennesima privazione di cose positive che la nostra città subisce dall’alto – accusa – Un enorme controsenso peraltro visti i problemi e i disagi che viviamo con l’appartenenza all’Area Metropolitana. Allora sarebbe ora che si mettano in campo tutte le armi possibili per uscire a tutti gli effetti dall’orbita romana, non solo come collegio elettorale. Siamo stufi di essere in balìa di incomprensibili decisioni, penso a quelle su acqua o immondizia, prese dall’alto, da chi non ha in alcun interesse le esigenze di Civitavecchia>.
Civitavecchia, “no” trasversale alla nuova legge elettorale
