Riceviamo da Alessandro Manuedda, Assessore all’Ambiente di Civitavecchia, e pubblichiamo.
“Spiace constatare che il gruppo consiliare del PD continui nel grottesco tentativo di ribaltare le responsabilità sull’attuale AIA della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord, responsabilità che, come tutti sanno, gravano unicamente su di loro e che dovrebbero indurli, se non alle scuse verso la città, quanto meno al silenzio.
L’ultima puntata del teatrino riguarda la scoperta, da parte dei consiglieri PD, del Regio Decreto n. 1265 del 1934, ovvero la norma che avrebbe consentito all’ex sindaco Tidei di imporre, nella conferenza dei servizi del 12 maggio 2013, prescrizioni in grado di limitare l’inquinamento all’origine, riducendo, ad esempio, il numero di ore di funzionamento della centrale e, di conseguenza, il quantitativo di carbone da bruciare.
Si tratta di un decreto allora sconosciuto agli attuali consiglieri del PD, ma ben noto al loro ex sindaco, che lo utilizzò, come si legge nel verbale della conferenza dei servizi, per imporre una prescrizione risibile, fissando il limite massimo delle polveri totali annuali a 160 tonnellate, ovvero poco meno del triplo delle quantità che l’Enel ha dichiarato, in questi anni, di produrre.
Come previsto dl Codice dell’Ambiente, è il rilascio dell’AIA (che sia nuova autorizzazione, rinnovo o riesame) la sede in cui il Sindaco esercita, sui grandi impianti di combustione, i poteri previsti dal Regio Decreto 1265 del 1934.
L’ex Sindaco Tidei non ha voluto farlo, consapevole che se avesse imposto prescrizioni realmente restrittive, il flusso di milioni che era stato inserito in bilancio, peraltro in assenza di un straccio di accordo scritto, si sarebbe inevitabilmente interrotto.
Nella conferenza dei servizi del 12 maggio 2013 si trattava di un diritto garantito per l’allora sindaco, in quanto era stato convocato dal Ministero dell’Ambiente proprio per esercitare, come previsto dalla norma, i poteri previsti dal Regio Decreto 1265.
Il danno creato dal mancato esercizio di quei poteri è enorme. Oggi, infatti, il Sindaco Cozzolino si trova nella condizione di dovere riconquistare quel diritto, attraverso la richiesta di riesame dell’AIA, un procedimento complesso regolato da precise norme e, comunque, soggetto alla valutazione del Ministero dell’Ambiente.
Una cosa è certa: se l’attuale Sindaco sarà convocato in sede di riesame dell’AIA imporrà tutte le prescrizioni che l’allora Sindaco Tidei non ebbe il coraggio di imporre e l’interesse tutelato, come previsto dal Regio Decreto, sarà la salute dei cittadini e non la difesa disperata di un bilancio comunale inquinato da milioni di euro erogati da Enel senza un motivo plausibile e utilizzati per finanziare la spesa corrente”.

