Civitavecchia: immigrati, l'Mpd art.1 punta il dito contro le parlamentari locali • Terzo Binario News

Civitavecchia: immigrati, l’Mpd art.1 punta il dito contro le parlamentari locali

Lug 15, 2017 | Civitavecchia, Politica, Porto

“Spiace ancora una volta rilevare come le parlamentari di questo territorio, siano poco incisive nella loro azione istituzionale e conseguentemente poco avvezze al confronto e all’informazione della collettività che le ha elette, cosa che fa il paio con la trascuratezza politica e con la superficialità nel momento in cui, di due almeno una, avrebbe potuto utilizzare un canale preferenziale con il Ministro del suo stesso partito, nel tentativo di farlo desistere dal provvedimento al quale a breve, conseguirà l’arrivo in Porto di tanti migranti”. 

A puntare i riflettori sulle deputate civitavecchiesi, Marietta Tidei e Marta Grande, sulla questione hotspot a Civitavecchia è l’Mdp art.1. Loro, secondo il coordinamento civitavecchiese, avrebbero dovuto vigilare, informare la città e soprattutto intervenire in Governo per fermare il Ministro dal prendere questa decisione. Ora, per il coordinamento a dover far sentire la propria voce è la città stessa. E potrà farlo con un consiglio comunale aperto. Una massima assise cittadina che avrà il compito di “ribadire che la sua natura e conformazione organizzativa non consente questa ulteriore eccezionale sopravvivenza sia in termini organizzativi, che strutturali e che, se non ci fosse una inversione degli indirizzi comunicati dal Ministero e del Prefetto di renderla un hotspot per l’accoglienza dei migranti, queste criticità finirebbero per evidenziarsi – spiegano dall’Mdp – con maggiore drammaticità, dal punto di vista del sistema sanitario locale, dell’inefficienza ancor più marcata dei servizi al cittadino già carenti e dell’approvvigionamento idrico già inefficiente e dissestato”.

“Privilegiando il principio dell’umanità e della solidarietà tra i popoli – prosegue il coordinamento civitavecchiese – ci preme menzionare inoltre, il fatto che la indisponibilità di alcune banchine del Porto, qualora rese ‘riservate’ alle attività di prima accoglienza dei migranti, potrebbe comportare un ulteriore colpo sull’asfittica attuale economia portuale che, non potendo contare da sempre sulle previste performance del Terminal Container in concessione ad un privato, vedrebbe altresì pericolosamente ridotte le aree necessarie per il traffico delle auto, mettendo in discussione la funzionalità del porto stesso a detti traffici e quindi a repentaglio i livelli occupazionali delle imprese in esso impegnate”.