Civitavecchia, appalto pulizie: ad oggi non ufficializzato il passaggio di consegne • Terzo Binario News

Civitavecchia, appalto pulizie: ad oggi non ufficializzato il passaggio di consegne

Apr 20, 2017 | Città, Civitavecchia, Senza categoria

Dal primo aprile l’Ati Sgm Scala Enterprice si dovrebbe occupare del servizio di pulizia e portineria del comune di Civitavecchia. Il condizionale è d’obbligo alla luce di quanto emerso in queste ore. A quanto pare infatti, secondo quanto dichiarato dall’Ugl, il passaggio da Unilabor all’Ati che ha vinto l’appalto bandito dal comune di Civitavecchia non sarebbe stato ufficializzato. Uno dei tanti motivi che ha portato l’Ugl (che rappresenta la maggior parte dei 75 lavoratori ex Unilabor) a non voler sottoscrivere il nuovo contratto di lavoro. A causare ‘l’intoppo’ l’assenza, ancora ad oggi dell’informativa del Prefetto riguardante il certificato antimafia della Sgm Scala Enterprice. 

LA STORIA. Il Comune di Civitavecchia, dovendo rinnovare l’affidamento del servizio di pulizia e portineria del palazzo comunale e degli uffici ad esso connessi ha pubblicato un bando di gara pubblico, vinto successivamente dall’Ati formata da due società: la Sgm e la Scala Enterprice. Il nuovo appalto prevede un monte ore inferiore rispetto a quello della società precedente, la Unilabor con una riduzione dunque delle ore lavorative per i dipendenti in carico alla Unilabor e che contestualmente sarebbero passati nell’Ati. A mancare all’appello oltre 20mila ore. Inoltre, l’appalto del Comune non aveva tenuto conto delle nuove normative vigenti. Se prima, infatti, la società individuata dal Pincio si occupava anche dei servizi di pulizia e portineria del Tribunale di Civitavecchia, la nuova non lo avrebbe dovuto fare. Il Tribunale infatti ha indetto un bando per l’affidamento del servizio che ha portato all’individuazione di una nuova società che ha reintegrato (anche in questo caso con ore inferiori a quelle del precedente contratto) i dipendenti della Unilabor distaccati al palazzo di Giustizia. Di questo si sono subito interessate le organizzazioni sindacali che hanno aperto una vertenza nei confronti del comune di Civitavecchia. 

LA VERTENZA. Nei confronti in DTL tra sindacati e nuova ditta subentrante, quest’ultima recentemente ha informato i sindacati di voler ‘rimediare’ alla riduzione delle ore, come previsto dall’appalto, con l’introduzione nel contratto di lavoro della banca delle ore:

“Nel ribadire quanto già espresso nel verbale precedente – si legge nell’ultimo verbale di incontro tra sindacati e società – circa il monte orario definito nella gara aggiudicata, dichiara che, allo scopo di poter garantire quanto più possibile i livelli economici dei lavoratori impegnati nell’appalto in oggetto, a fronte di un monte ore di 87.820 farà ricorso alla banca ore per ulteriori 10mila ore pari a una percentuale del 9% di riduzione del monte ore che andranno ad incrementare il monte orario totale a disposizione dei lavoratori, portandolo a 97.200 ore”

Banca ore che però, secondo l’Ugl “andrebbe contro i lavoratori stessi”. Secondo quanto prevede infatti l’istituzione della banca ore, e come affermato dalla stessa Ati in sede di trattativa sindacale in DTL

“I lavoratori verranno retribuiti in base ai parametri orari e alle ore effettivamente lavorate, la differenza tra ore di assunzione e le ore effettivamente svolte affluiranno in una banca ore (pari alle 10mila ore su citate) che verranno utilizzate per le sostituzioni svolte nell’arco di un trimestre e verranno retribuite senza alcuna maggiorazione e non computate con ferie permessi e mensilità aggiuntive. Qualora le ore affluite nella banca ore non dovessero essere asserite nel trimestre di riferimento, esse verranno compensate con il ricorso alle ferie, rol e festività”.

“E se ciò non dovesse bastare – ha aggiunto Fabiana Attig dell’Ugl – si andrà ad intaccare lo stipendio”. Un ‘compromesso’, insomma, per l’Ugl che non poteva assolutamente trovare l’accordo del sindacato. Il tutto previa consultazione dei lavoratori. E di fatto sempre in quella data il sindacato ha rimandato una risposta definitiva a data da destinarsi ma sicuramente posteriore all’assemblea generale di tutti i lavoratori fissata per il 6 aprile 2017 in Compagnia Portuale. Lavorati, ai quali sarebbe spettato il compito di decidere se accettare o meno la banca ore. “Un accordo – ha tenuto a precisare Fabiana Attig – che riguarda ogni singolo lavoratore”. 

IL PASSAGGIO. Nonostante il mancato raggiungimento dell’accordo in DTL il 31 marzo 2017 la Unilabor provvede, come richiesto dal Comune al licenziamento dei lavoratori per permetterne il passaggio alla nuova società. Chiamati a sottoscrivere il contratto di lavoro “i nostri iscritti – ha detto Attig – si sono rifiutati previa consultazione del sindacato”. E proprio in quel momento l’Ugl si è resa conto che “la banca ore era stata contrattualizzata, andando contro ogni norma sul lavoro”. Ad oggi dunque i lavoratori iscritti all’Ugl non hanno sottoscritto alcun contratto lavorativo sebbene stiano continuando a garantire i servizi previsti dall’appalto. 

Tra i nodi da sciogliere prima di arrivare all’accordo ci sono vari punti. Uno tra tutti e forse il principale, il mantenimento degli stessi parametri lavorativi (orario settimanale e stipendio). Ma non è tutto qui. A mancare all’appello ad oggi, sarebbe anche il certificato antimafia. Il 17 marzo 2017 la Stazione Unica Appaltante, “resasi conto che l’amministrazione comunale non aveva provveduto nella richiesta del certificato – ha proseguito Attig – ha deciso di farne personalmente richiesta. Contattata in questi giorni, la Sua ha affermato di non essere ancora in possesso dell’informativa da parte della Prefettura”. Ma qualcosa non quadra. Con un accesso agli atti da parte del presidente del Consiglio comunale Alessandra Riccetti, sarebbe emerso che “il 3 aprile l’ingegner Carugno avrebbe affermato che il Comune era in possesso dell’informativa”. Ma se il Comune non ne aveva fatto richiesta tanto che la SUA aveva deciso di agire in prima persona come è possibile che l’informativa sia arrivata al Comune e che il responsabile della Stazione Unica Appaltante non ne sia a conoscenza? Un interrogativo di cui il sindacato e il presidente del Consiglio comunale investiranno direttamente la SUA. E proprio questa carenza, insieme alla richiesta avanzata dalla Città Metropolitana (Stazione Appaltante) di sospendere almeno per il momento il passaggio delle consegne da una società all’altra, avrebbe portato a non ufficializzare il passaggio del servizio all’Ati SGM Scala Enterprice. “Come possiamo – si chiede Attig – far sottoscrivere un contratto ai lavoratori se ad oggi i servizi all’Ati non sono stati ufficialmente affidati?”.

RICHIESTA ACCESSO AGLI ATTI. Da non dimenticare inoltre l’episodio di qualche giorno fa, quando la ditta, tramite messaggio ai singoli lavoratori hanno chiesto loro di recarsi negli uffici di Fiumaretta per sottoporsi a controlli medici, poi bloccati dall’intervento del sindacato e dall’arrivo dei Carabinieri. “Le visite, annesse di prelievi del sangue si stavano svolgendo in luoghi poco consoni e sicuramente non adatti”. Ma non solo. “Di tre persone che stavano effettuando le visite, solo uno – hanno spiegato dall’Ugl – risulterebbe essere un medico, mentre gli altri due non avrebbe titoli e qualifiche”. Un episodio grave, per il sindacato dato che anche queste due persone “stavano effettuando i prelievi del sangue, conservando le provette in una borsa non idonea”. Un fatto di cui era stata prontamente informata la Asl che ha avviato una indagine interna chiedendo spiegazioni alla società “che ora dovrà rispondere mandando i documenti richiesti dall’azienda sanitaria, anche perché – ha aggiunto Attig – la richiesta è stata inoltrata per conoscenza anche ai Carabinieri”. 

INTEGRAZIONE MONTE ORE. Vista la costante richiesta da parte del sindacato di incrementare le ore lavorative dei dipendenti, il Comune, ha informato l’Ugl che provvederà a un incremento di 5.700 ore ma solo per quanti si occupano del ‘Servizio 6’ (ufficio cultura, commercio, traiano, cittadella della musica) che andranno approvate nel consiglio comunale fissato per domani alle 19.30 alla Pucci quando si parlerà di bilancio. Per il comune, comunque, le ore integrate, insieme a quelle concordate in sede di trattativa tra ditta e sindacati servirebbero ad arrivare a 102.908 ore. Ma i conti non tornano. “Se l’appalto prevede 87mila ore e il comune ne mette a disposizione 5.700 – spiega Attig – si arriva a un totale di 92.700 ore”. All’appello ne mancano circa 10mila. “Le ore – prosegue Attig – inserite dalla società nella banca delle ore”. I conti dunque non tornano. 

DIFFIDA AL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI DOVUTI DA UNILABOR. La battaglia del sindacato non finisce però qui. L’Ugl ha inoltrato una diffida al comune di Civitavecchia per il pagamento degli stipendi arretrati, TFR e contributi maturati ai lavoratori. Compensi dovuti da Unilabor, società che ad oggi (non essendo stata liquidata dal Comune) ha bloccato i pagamenti ai lavoratori. 

“Il contenzioso che la committenza ha avviato verso il Consorzio Unilabor – riporta la diffida – consorzio uscente dal sopra citato appalto, sta nei fatti danneggiando solo ed esclusivamente la forza lavoro impiegata nel predetto, circa 75 unità. Si ricorda a codesto spettabile Comune che da oltre 3 mesi i lavoratori non percepiscono la corretta retribuzione e, come se non bastasse, neppure il versamento del trattamento di fine rapporto. Tanto ciò premesso – prosegue la diffida – la predetta organizzazione sindacale Vi invita e Vi diffida a voler provvedere, nel termine di 5 giorni dal ricevimento della presente (…) al pagamento delle spettanze retributive e contributive dovute e al versamento del trattamento di fine rapporto in favore di tutti i lavoratori facenti parte dell’appalto”

“Il comune – ha concluso Attig – intanto paghi i lavoratori, poi una volta stabilito quanto deve e quanto non deve a Unilabor provveda a scomputare la somma versata ai 75 dipendenti, dal conto da saldare”.