Riceviamo e pubblichiamo – Dopo la dura e lunga lotta dei cittadini del Sasso e Pian Della Carlotta, contro l’attivazione di un impianto di biogas, siamo di nuovo alle prese con un chiaro attacco alla salute dei cittadini, alla sicurezza e alle prospettive future di sviluppo del nostro territorio. Il 02 Maggio prossimo è stato convocato un Consiglio Comunale con all’Ordine del giorno: “ISTANZA PRESENTATA DALLA SOC. UNION GAS S.R.L. PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO PRODUTTIVO DI BENI E SERVIZI IN VARIANTE ALLO STRUMENTO URBANISTICO EX ART. 8 DEL DPR N. 160/2010 – COSTRUZIONE DI UNO STABILIMENTO DI STOCCAGGIO, TRAVASO, MISCELAZIONE E IMBOTTIGLIAMENTO GPL IN CERVETERI, VIA DEI POZZALI N. 5/7- PARERE CONFERENZA DI SERVIZI – CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI – APPROVAZIONE PROGETTO – DETERMINAZIONI”.
E’ un altro regalo dell’amministrazione uscente? Ma il sindaco non era per la tutela dell’ambiente? Ma i cittadini del posto sono stati informati secondo quanto prevede la direttiva SEVESO? Perché trasformare un terreno agricolo in terreno industriale in un territorio agricolo? Perché agevolare e darsi tanto da fare per un’iniziativa privata con un tale potenziale di pericolosità? Ho un dejavu!!! Come per il biogas si cerca di far passare un progetto di questa portata e pericolosità per l’ambiente e le persone, come un incentivo allo sviluppo dell’imprenditorialità locale a all’occupazione. I cittadini sono stati informati sul potenziale esplosivo e letale del materiale in questione?
E’ come avere una bomba sotterranea vicino casa!
Parliamo, poi, di trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano. La normativa sulle procedure di partecipazione in materia ambientale (come il D.lgs.152/2006) prevedono che tutti i cittadini devono poter avere l’occasione di partecipare al procedimento.
Le norme comunitarie dicono che non solo gli enti pubblici devono permettere la consultazione, ma devono facilitare la partecipazione del pubblico, che entra a far parte integrante della procedura per migliorare la qualità progettuale di un intervento e quella delle decisioni delle istituzioni.
Ricordo che i cittadini non sono un pericolo o una scocciatura fastidiosa, ma un fattore chiave nelle decisioni. La direttiva Seveso sancisce che gli stabilimenti di questo tipo rientrano nelle OPERE CON RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE, pertanto, per la loro approvazione, soggetti ad innumerevoli autorizzazioni e, cosa che non è stata fatta, alla consultazione della popolazione sui piani di emergenza esterna, oltre all’informazione della popolazione residente del comune interessato e dei comuni limitrofi, per mezzo di assemblee pubbliche, sondaggi, questionari o altre modalità idonee, compreso l’utilizzo di mezzi informatici e telematici.
L’informazione ai cittadini riguarda: la descrizione e le caratteristiche dell’area interessata dalla pianificazione; la natura dei rischi; le azioni possibili o previste per la mitigazione e la riduzione degli effetti e delle conseguenze di un incidente; le Autorità pubbliche coinvolte; le fasi e il relativo cronoprogramma della pianificazione; le azioni previste dal piano di emergenza esterna concernenti il sistema degli allarmi in emergenza e le relative misure di autoprotezione da adottare. Le informazioni devono essere messe a disposizione della popolazione per un periodo di tempo non inferiore a trenta giorni e non superiore a sessanta giorni prima dell’inizio della consultazione. Durante tale periodo la popolazione può presentare al Prefetto, in forma scritta anche mediante strumenti di comunicazione elettronica e telematica, osservazioni, proposte o richieste relativamente a quanto forma oggetto della consultazione, delle quali si tiene conto ai fini della consultazione stessa.
Parliamo dei rischi documentati di questi tipi di impianto: pericoli per la salute umana, pericoli fisici (ad esempio reattività, infiammabilità, tossicità, oltre a fattori aggiuntivi quali le modalità di aggressione dell’organismo, il rapporto tra lesioni e letalità, gli effetti a lungo termine); pericoli per l’ambiente (ad esempio, ecotossicità, persistenza, bioaccumulazione, potenziale di propagazione a lunga distanza nell’ambiente e altre proprietà pertinenti). Sono certa che se i cittadini fossero stati informati correttamente non avrebbero solo notato la questione della viabilità delle strade di percorrenza che porterebbero all’impianto.
Mi chiedo “Perché l’attuale amministrazione mette in serio pericolo i cittadini, la sicurezza e compromette le prospettive di sviluppo del territorio?”.
