Un atto che passa con i voti della maggioranza ma che dovrà convincere la Corte dei Conti senza il parere positivo del Collegio dei revisori dei conti.
Questo il documento approvato ieri sera in consiglio comunale a Bracciano con i voti favorevoli della maggioranza con in aggiunta il presidente del consiglio comunale Luca Testini e voto contrario delle opposizioni.
Una seduta che non ha tradito il pronostico tant’è vero che molti cittadini hanno partecipato in prima persona alla seduta.
Ad illustrare il provvedimento l’assessore al bilancio Alessandro Bonura prima e il sindaco Armando Tondinelli poi. Se l’intervento di Bonura è stato soprattutto di carattere tecnico è invece quello del sindaco Tondinelli ad aggiungere l’aspetto politico. Il sindaco ha ripercorso brevemente la storia che porta a questa situazione e la necessità ora di trovare una via per rimettere in careggiata il bilancio chiudendo i debiti accumulati. Ma è contro l’atteggiamento del Collegio dei revisori che il sindaco dedica maggiore attenzione. Tondinelli ha infatti accusato di superficialità il collegio per aver chiuso in sole 6 ore l’8 settembre l’analisi del piano ed aver messo come primo punto tra le osservazioni “l’esiguità di tempo a disposizione che non ci consente di valutare adeguatamente la documentazione trasmessaci”.
Il parere positivo del collegio dei revisori sarebbe stato infatti un ulteriore elemento positivo che la Corte dei Conti poteva valutare al fine di decidere di non dichiarare il dissesto dell’ente. Come ampiamente ripetuto durante i mesi scorsi le elezioni a Bracciano avevano una grossa spada di Damocle: la sopravvivenza al commissariamento. Sarà ora l’invio dei chiarimenti richiesti ed inviati alla Corte dei Conti il 12 luglio scorso più l’integrazione del piano di riequilibrio, predisposto dal commissario e rivisto dall’amministrazione, a far esprimere l’organo di vigilanza.
Dalle opposizioni critiche sono state poste sulle voci a copertura dei debiti, voci come hanno rimarcato i consiglieri del M5S, devono avere una certa esigibilità. Ed il dubbio principale espresso anche dal consigliere Gentili riguarda l’introito che dovrebbe giungere dalla Cerin per almeno un milione di euro per il quale il commissario ha avviato solo a fine mandato un’analisi sul rientro. In sostanza secondo quanto espresso dal M5S il rischio è che alcuni dei crediti messi a copertura in futuro rischiano di non essere incassati creando un nuovo buco. L’esigibilità dei crediti sarebbe secondo il Movimento requisito richiesto dall’art 243 bis, comma 6 lettera e) del TUEL “Il Comune è tenuto ad effettuare una revisione straordinaria di tutti i residui attivi e passivi conservati in bilancio, stralciando i residui attivi inesigibili o di dubbia esigibilità da inserire nel conto del patrimonio fino al compimento dei termini di prescrizione, nonchè una sistematica attività di accertamento delle posizioni debitorie aperte con il sistema creditizio e dei procedimenti di realizzazione delle opere pubbliche ad esse sottostanti ed una verifica della consistenza ed integrale ripristino dei fondi delle entrate con vincolo di destinazione;”
Per Donato Mauro il piano di riequilibrio non avrebbe abbastanza progettualità, mentre dubbi vengono posti anche sui settori di taglio alla spesa. Di lì si è aperto di nuovo il dibattito sulla cultura, che ha tenuto banco nei giorni passati.
Per Gentili invece è il momento di chiudere la campagna elettorale e di intraprendere una strada condivisa almeno su questioni così delicate. Il provvedimento predisposto sarebbe macchiato dalla frettolosità dovuta al fatto che ieri era l’ultimo giorno utile prima dello scadere dei 90 giorni previsti dal commissario e richiesti alla Corte dei Conti.
Nelle repliche il sindaco Tondinelli è tornato a picchiare duro sulla relazione del collegio dei revisori, un documento secondo lui illogico che premette la mancanza di tempo nell’analisi del piano con elencate poi una serie di criticità sulla questione Bracciano Ambiente e Cerin, forse le due partite più sostanziali dei conti in bilico.
Prima del voto l’appello alle opposizioni da parte del sindaco, che però non ha trovato apertura. Il provvedimento passa con i voti della maggioranza e del consigliere Testini, contrari tutti gli altri.
Ora occhi puntati alla decisione che prenderà la Corte dei Conti. Il rischio del commissariamento è tutt’altro che scongiurato.
