A Santa Marinella la Commissaria seduta su una poltrona incandescente: chiuderà i lavori Pnrr? • Terzo Binario News

A Santa Marinella la Commissaria seduta su una poltrona incandescente: chiuderà i lavori Pnrr?

Dic 12, 2025 | Politica, Santa Marinella

Nel teatrino infinito dell’amministrazione locale, la commissaria prefettizia si ritrova oggi in un ruolo che manco Amleto: rinnovare o non rinnovare, questo è il dilemma.

Sul tavolo ha due scelte, entrambe più spinose di un porcellino d’India di contrabbando: confermare l’architetto Mencarelli alla guida dei lavori pubblici, oppure scegliere un volto nuovo, sperando che almeno questo non sia protagonista della prossima puntata di “Chi vuol essere incompatibile?”

Da una parte c’è la seducente, tranquillizzante sirena della continuità. Con i cantieri del PNRR che corrono come un film muto degli anni ’20 – tutto frenesia e zero audio – cambiare comandante della nave, adesso, potrebbe significare affondarla proprio davanti al traguardo.

Se non si chiude nei tempi, ciaone ai finanziamenti europei, che non è esattamente come perdere il gettone del carrello al supermercato: qui si parla di soldi anticipati dal Comune, soldi veri, e che se non tornano indietro rischiano di spalancare nuovamente il sipario sullo spettacolo tragicomico del “default II – la vendetta”.

Dall’altra parte, però, c’è un piccolo dettaglio, di quelli che in Italia chiamiamo “formalità”, ma che all’estero definirebbero “la legge”: l’architetto Mencarelli è stato già due volte dichiarato non compatibile dal prefetto Giannini. Due volte. Non una. Non una e mezzo. Due. È raro vedere così tanta coerenza nella pubblica amministrazione: quasi commovente, come trovare un autobus puntuale.

Confermarlo adesso sarebbe come invitare a cena il tizio che ti ha appena querelato: tecnicamente possibile, umanamente rischioso. E politicamente pericoloso, perché potrebbe trasformare la commissaria in protagonista involontaria della stagione 3 di “Ricorsi al TAR – il ritorno della vendetta burocratica”. Un format già fin troppo premiato.

L’ex sindaco poi, per mantenere Mencarelli al suo posto, aveva tirato fuori un capolavoro di ingegneria creativa: una sorta di Macchina di Rube Goldberg amministrativa. Un’ordinanza sindacale che lo nominava dirigente… di un settore che in pratica non esisteva ancora. Come montare un lampadario sul soffitto prima di costruire il soffitto. Geniale, se stessimo parlando di un laboratorio di fisica quantistica. Un po’ meno se parliamo della gestione dei soldi pubblici.

Ed eccoci alla commissaria. Da un lato il PNRR che incombe con la grazia di un creditore armato di clessidra; dall’altro la necessità di non trasformare la Prefettura in una succursale del teatro dell’assurdo. Scegliere Mencarelli significa accelerare i lavori ma rallentare la carriera: difficile correre se ti ritrovi impigliata nella rete dei ricorsi. Scegliere qualcun altro significa mettersi a rischio di ritardi, penali, fondi persi e cittadini inferociti: la versione amministrativa del “piove, governo ladro”.

Insomma, la commissaria è seduta su una poltrona che non scotta: brucia proprio.

Qualunque decisione prenderà, il conto lo pagherà comunque lei. E noi con lei.

Del resto, come diceva Flaiano:
“La situazione è grave ma non seria.”
E in questo caso, è pure certificata.

Braccio da Montone