E’ notizia di queste ore la decisione da parte del giudice del tribunale di Civitavecchia di dichiarare il fallimento della Bracciano Ambiente.
Una notizia drammatica per gli oltre 50 lavoratori della società il cui futuro era ormai appeso ad un filo da settimane.
La decisione risalirebbe alla giornata di ieri. Troppo alto il debito complessivo della società che ammonterebbe ad oltre 12 milioni di euro.
La procedura era iniziata mesi fa quando due società creditrici per circa 200 mila euro si erano rivolte al giudice per ottenere dalla Bracciano Ambiente il pagamento delle proprie prestazioni e forniture.
I conti della Bracciano Ambiente erano in rosso ormai da diversi esercizi finanziari. La società si reggeva ormai sui soldi che riceveva mensilmente dal conferimento dei rifiuti indifferenziati del territorio. Ma dal gennaio del 2014 la discarica si è andata saturando interrompendo questo flusso su cui era incentrata la sostenibilità economica. Da allora la Bracciano Ambiente è arrivata ad accumulare passività per oltre 400 mila euro mensili, cifra ridotta dal nuovo amministratore Silvia Fiori dopo un taglio drastico delle spese.
Ora si aprono una serie di partite decisive per il futuro di Bracciano. Da un lato la sorte dei lavoratori, dall’altro la gestione dei servizi di raccolta rifiuti, ma forse ancora più importante sarà capire come e chi gestirà la bomba ecologica di Cupinoro.
Al comune, in quanto socio unico, potrebbe invece gravare l’ammontare complessivo delle passività di 12 milioni di euro, una cifra che sommata alle perdite degli ultimi bilanci dell’ente e divisa per il numero dei cittadini arriva a circa 1.000 euro ad abitante.
