La festa della merca di Tarquinia è giunta alla sua 45° edizione e un sole quasi estivo accompagna le attività che si svolgono nella piana della Roccaccia.
La fiera, promossa dall’Università Agraria è sempre più un’occasione di incontro per le famiglie, oltre che un momento di conoscenza e scambio tra le varie realtà della zona nella promozione dei propri prodotti. Quest’anno è protagonista l’asino ed in particolare l’amiatino, tipica razza del Lazio. Le asinerie della zona portano all’esame di un selezionatore i capi che vogliono far valutare di fronte al folto gruppo di intenditori e curiosi.
La due giorni presenta un gran numero di eventi ed attività d’intrattenimento anche per chi non conosce da vicino il mondo degli allevatori laziali: trekking someggiato, percorsi naturalistici animati, stand di prodotti, dai saponi ai pupazzi di pezza, gare equestri, una mostra cinofila e la cattura del vitello.
Nella giornata di ieri, inoltre, sono stati piantati parecchi alberi, in memoria dei butteri e dei presidenti dell’Università Agraria che si sono distinti nell’onorare questa realtà.
La Maremma laziale torna così a parlare di sé e delle proprie tradizioni, i butteri e le famiglie si incontrano per vivere un fine settimana di relax e istruzione. La biodiversità e il folklore sono la cornice.
Il nome della festa ricorda la marchiatura del bestiame, che da due anni viene chiamata soft, perché non viene fatta più con il fuoco. I volontari delle asinerie sono a disposizione dei bambini per accompagnarli nella scoperta del mondo dell’asino.
Le foto di Enrico Montanari:
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