Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione di Pietro Tidei – Non credo sia ancora tempo di bilanci su HCS. Ma la nota della neo segretaria della CGIL Miranda Perinelli mi spinge ad alcune considerazioni.
Ciò che Perinelli non sa è che il sindacato è parso sempre sbilanciato in difesa dei privilegi elargiti tra il 2011 e il 2012 dalla amministrazione di centrodestra: in periodo elettorale fecero 250 assunzioni e decine di promozioni ed “ad personam” scritte dal Sindaco.
Privilegi e silenzi dunque, in cambio dei posti di lavoro che quella stessa politica clientelare metteva in pericolo, mentre peggiorava il servizio che la città già da allora riceveva.
Ciò che Perinelli non sa è che quando questa crisi si aprì vennero fuori un buco di 32 milioni in gran parte con gli istituti previdenziali e le stesse finanziarie che l’azienda non pagava pur eseguendo regolari trattenute sulle buste paga dei lavoratori. Ancora silenzi da parte del sindacato.
Ciò che Perinelli non sa è che in tutto quel il PD invece faceva opposizione dura in Consiglio Comunale.
Eletto sindaco, una incandescente relazione del Collegio dei revisori dei conti consegnò di fatto ii libri in tribunale.
Ciò che Perinelli non sa è che di fronte ad un così grave stato di crisi, i rappresentanti sindacali continuarono a non dire la verità ai lavoratori – forse perché non la capirono – sbandierando che gli stipendi ed i posti di lavoro non sarebbero stati toccati.
Ciò che Perinelli non sa è che lo stesso sindacato ricusò la cassa integrazione e si scontrò su questo con l’Amministrazione di sinistra che pure in un anno riportò l’azienda in attivo (l’anno prima aveva perso 12 milioni di euro).
Malgrado questo, proprio il PD – nel febbraio scorso – si fa carico di una forte azione per comporre un fronte comune tra tutti i sindacati e le liste rappresentate in consiglio comunale, dando vita per la prima volta ad un incontro a cui parteciparono tutte le sigle e tutti i partiti, per mettere idee e progetti in comune cercando nuove soluzioni e puntando ad un rilancio basato sui nuovi possibili ricavi, mentre questa giunta taceva brancolando nel buio.
Ciò che Perinelli non sa è che, poco dopo, prevarranno le spinte centrifughe, in un fronte sindacale che dimostrerà così ancora una volta di non aver maturato nessuna consapevolezza e nessuna coesione, e di prediligere gli interessi “di bottega” e le fughe in avanti nella corsa alle tessere.
Di lì a poco i 5 stelle faranno capire su chi ricadrà davvero il peso della crisi HCS: sui cittadini a cui le tasse sono state aumentate di 1400 euro a famiglia e sui lavoratori che aderendo alla new.co perderanno parte del loro stipendio per un totale di almeno 1 milione e 300 mila euro l’anno (per lo più in HCS e Città Pulita), senza la prospettiva di nuovi ricavi (come la raccolta differenziata) e senza un reale miglioramento dei servizi.
Ciò che Perinelli non sa è che questa Giunta a forza di fare la furbetta si è giocata la discarica, tornata nelle mani della MAD (principale creditore), e rischia ora il fallimento di HCS con i servizi messi all’asta a privati se non presenterà un piano che abbia un minimo di credibilità d fronte al Tribunale e alla Corte dei Conti.
Ora che Perinelli sa sono certo che non farà trovare la CGIL impreparata ad una sfida così importante e difficile: la affronterà con gli stessi rappresentanti del 2011 – quando piovevano privilegi ed assunzioni – o sarà capace di un rapido e profondo rinnovamento?
Buon lavoro segretaria Perinelli.
Pietro Tidei

