Il Tar del Lazio, con una sentenza ha respinto un ricorso amministrativo proposto dall’ex Procuratore capo di Tivoli e adesso capo della Procura di Perugia, Luigi De Ficchy. Michele Prestipino Giarritta resta, dunque, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Roma. In contestazione c’era la delibera con la quale il Plenum del Csm l’11 settembre 2013 conferi’ il prestigioso incarico a Prestipino, che da Reggio Calabria s’insedio’ nella Capitale. De Ficchy partecipo’ infruttuosamente alla procedura per la copertura dell’ufficio, e poi propose azione impugnatoria contro la delibera dell’organo di autogoverno della magistratura e il conseguente atto ministeriale di nomina. Per il Tar, e’ destituita di fondamento la censura relativa al difetto di motivazione della delibera: Nella sentenza si legge che: “Cio’ che da sempre si chiede ai fini dell’apprezzamento della congruita’ della motivazione delle delibere di conferimento degli uffici direttivi e semidirettivi della magistratura ordinaria e’, con la granitica giurisprudenza maturata sulla materia, che emergano, ancorche’ in modo sintetico, ma chiaro, esplicito e coerente, le ragioni in base alle quali l’organo deliberante, procedendo all’apprezzamento complessivo dei candidati, si sia convinto circa la preferenza da attribuire a un candidato rispetto agli altri”. In piu’, per i giudici amministrativi: “Non puo’ dirsi che, sotto il profilo motivazionale, il percorso professionale del ricorrente sia stato sottostimato a indebito vantaggio del contro-interessato”. E, ricordando che “il parametro dell”anzianita” non costituisce piu’ uno dei canoni di valutazione degli aspiranti agli incarichi direttivi e semidirettivi”, per il Tar il Csm “ha ritenuto che il contro-interessato, avuto riguardo alle peculiarita’ dell’ufficio da conferire, vantasse il possesso di requisiti di merito e attitudinali di eccezionale livello” e il suo profilo professionale “si profilasse piu’ pregnante rispetto alle caratteristiche e ai requisiti richiesti dall’ufficio”. In altre parole, il Csm “motivando esaurientemente, ha ritenuto il contro-interessato piu’ idoneo tenuto conto del fatto che trattavasi d’incarico il cui contenuto prevalente e’ lo svolgimento, e non il coordinamento, dell’attivita’ investigativa”.
Il Tar conferma la nomina di Prestipino a Procuratore aggiunto di Roma

