Sulle nomine dei nuovi Assessori la destra capitolina controbatte: "Vivono fuori Roma e non la conoscono bene" • Terzo Binario News

Sulle nomine dei nuovi Assessori la destra capitolina controbatte: “Vivono fuori Roma e non la conoscono bene”

Lug 28, 2015 | Politica, Roma

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La manovra di rimpasto della Giunta di Ignazio Marino, ha provocato l’ira delle destre romane. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia- An ha subito commentato su Facebook la decisione del Pd romano:
“Roma vista da sinistra: Il Sindaco Marino è di Genova, Causi di Palermo, Esposito di Torino, Rossi Doria di Napoli, Di Liegro di Gaeta, Sabella di Bivona, Danesi di Avezzano, Cattoi di Riva del Garda, Pucci di Pisa, Caudo di Fiumefreddo di Sicilia. Praticamente gli unici romani rimasti in Campidoglio sono il Marco Aurelio e la Lupa. E se potessero se ne andrebbero anche loro”, ha dichiarato Giorgia Meloni.
Dello stesso avviso il Capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato:
“Altro che curriculum, va bene chiunque pur di tirare a campare. Come si fa a nominare Assessore ai Trasporti Stefano Esposito che non sa la differenza tra la Via del Mare e la Roma-Lido, vive a Moncalieri ed è a Roma appena tre giorni a settimana per fare il senatore? #Marinodimettiti”.
Forza Italia, invece, concentra le proprie critiche per la scelta di nominare Causi e lo fa tramite il vice capogruppo in Campidoglio, Dario Rossi:
“L’ennesimo nuovo corso della Giunta Marino passa per una serie di riciclati, qualcuno dal passato poco glorioso proprio al Campidoglio, altri dalla drammatica esperienza Monti, e attraverso doppi incarichi o doppi privilegi. Chi è stato chiamato in causa a sinistra si è ben premurato che non si dovesse abbandonare lo scranno in Parlamento e poi, con finta umiltà, ha dato la disponibilità a mettersi al servizio di Roma. La verità è che nessuno si sarebbe mai sognato di firmare l’assegno in bianco dell’affiancamento al dead man walking Marino, e così è dovuto ricorrere a neofiti della macchina capitolina o a un usato sicuro. Sicuro come il buco di bilancio miliardario lasciato da Veltroni e Causi, per esempio, con la finanza creativa e i derivati, che i romani pagheranno oltre l’eventuale anno olimpico del 2024. I neo nominati nella squadra del sindaco siano coerenti e leali, rinuncino al paracadute parlamentare se davvero sono così temerari e disponibili per una mission impossibile come quella di salvare Roma da Marino”,  ha concluso Rossin di Forza Italia.